Ritratto di Caterina de' Medici

Libro di Alessandra Necci restituisce grandezza della sovrana

ALESSANDRA NECCI, CATERINA DE' MEDICI (MARSILIO, PP 384, EURO 18,00). La complessa personalità di Caterina de' Medici viene restituita in un inedito ritratto di Alessandra Necci che valorizza le doti politiche, la capacità di contare solo sulle proprie forze e l'amore per le cose belle della sovrana rinascimentale di incomparabile ingegno.
    Abile nel valorizzare l'Italia del Rinascimento, sua terra d'origine, e le opportunità della Francia dei Valois, sua patria d'adozione, 'Caterina de' Medici - Un'italiana alla conquista della Francia', viene raccontata nel libro pubblicato da Marsilio tra vicende personali e intrighi dinastici che fanno rivivere il clima di un'intera epoca.
    La Necci, professoressa universitaria e avvocato, che ha lavorato a lungo nelle istituzioni ed è stata consigliere per le Relazioni esterne del presidente del Senato, insignita dell'onorificenza di Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres dal ministro della Cultura francese e di Cavaliere al merito della Repubblica italiana, ci mostra la grandezza di una donna che sembra incarnare il Principe di Machiavelli al femminile, capace di trovare un equilibrio tra Fortuna e Virtù.
    Nata a Firenze nel 1519, rimasta orfana, "la Fiorentina", come veniva chiamata Caterina de' Medici, arriva a Marsiglia nel 1533 per sposare il secondogenito del re Francesco I, Enrico di Valois il quale ha però occhi solo per la sua amante, Diane de Poitiers.
    Tenace, imperscrutabile, con grande capacità di autocontrollo, Caterina viene capita unicamente dal suocero, ma arriverà il tempo in cui si prenderà la sua rivincita. Morto Enrico governerà in nome dei figli ancora piccoli un regno che durerà circa trent'anni ponendo le basi per la nascita della Francia del Grand Siècle. In anni di guerre di religione fra cattolici e ugonotti, viaggerà tessendo rapporti e alleanze.
    Nel libro l'autrice, che è segretario generale della Fondazione Necci, ci restituisce tra luci e ombre la personalità della sovrana mal compresa e avversata da contemporanei e posteri. "Ho affrontato le difficoltà senza farmi abbattere, senza chinare la testa, senza dichiararmi sconfitta. Ora capisco che non è stato abbastanza. Ma avrei combattuto comunque, anche se avessi saputo di essere destinata alla débacle. E, se non fossi stata donna e straniera, avrei vinto; ce l'avrei fatta", afferma nel libro Caterina de' Medici che Alessandra Necci - autrice fra l'altro di 'Il Diavolo zoppo e il suo Compare. Talleyrand e Fouché o la politica del tradimento' e di 'Donne di potere e di corte nell'Italia del Rinascimento' - fa parlare con grande abilità narrativa e uno stile inconfondibile. "Si dice che il tempo passi: in realtà siamo noi, a passare. Il tempo non ha età, noi sì. E a nulla servono i ricordi, quando si tramutano in una sequenza di occasioni perdute", dice la sovrana. (ANSA).
   

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