Valvole cardiache, anche per i più giovani impianti senza bisturi

Prima solo sugli anziani, i cardiologi ampliano lo scenario

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Potrebbe presto cambiare lo scenario per 250mila italiani che soffrono di stenosi aortica. Sono loro, infatti, i candidabili a una nuova tecnica, la Tavi, l'impianto della valvola aortica senza bisturi, per via percutanea (facendo un piccolo foro nell'inguine). Fino ad ora le valvole con la tecnica Tavi sono state impiantate nei pazienti più anziani, ma la ricerca sta aprendo prospettive interessanti sui più giovani: anche per loro, infatti, si riduce il rischio di ictus del 50%, diminuisce la probabilità di morte e di nuovi ricoveri, oltre a ridurre il tempo del recupero post-operatorio. E' quanto emerge dall'80/mo Congresso nazionale della Società italiana di cardiologia (Sic), in corso a Roma. Secondo i cardiologi italiani le prospettive potrebbero far aumentare del 70% il ricorso a questo intervento più 'soft' per la sostituzione della valvola aortica, che prima o poi può diventare necessaria per il milione di italiani che ne soffre.

"Fino a oggi impiantavamo le valvole cardiache per via percutanea soltanto a pazienti anziani o con molte patologie, con un rischio operatorio elevato. Per questi pazienti la Tavi ha costituito un vero salvavita, perché non c'erano altre opzioni sicure per intervenire in caso di stenosi aortica", dice Ciro Indolfi, presidente Sic. In Italia, il 2% della popolazione in età avanzata "ha una stenosi severa con indicazione all'intervento di sostituzione - aggiunge - quando compaiono i sintomi infatti l'aspettativa di vita si riduce drammaticamente, con una sopravvivenza media di 2-3 anni in persone con angina o sincope e di soli 1-2 anni in pazienti con scompenso cardiaco".

I risultati della Tavi sono particolarmente positivi nelle donne. "Gli studi pubblicati dimostrano che l'impianto Tavi va meglio nel sesso femminile, nonostante le donne abbiano arterie più piccole. Questi risultati sono opposti a quelli di stent coronarici, dove i risultati migliori si ottengono nel sesso maschile", spiega Carmen Spaccarotella, cardiologa interventista al Policlinico universitario di Catanzaro. 

 

- Valvole cardiache, la Tavi è sottoutilizzata in Italia
  La pratica è sotto la media europea. Sic, differenze regionali

La Tavi, la tecnica della sostituzione della valvola aortica senza bisturi, che permette di fare le operazioni senza aprire il torace ma solo con un piccolo foro nell'inguine, è ancora una tecnica poco usata in Italia, tanto che il suo uso è al di sotto della media europea. E quanto emerge dall'80esimo Congresso nazionale della Società italiana di cardiologia (Sic), in corso a Roma. In Italia, spiega Francesco Romeo, presidente della Fondazione 'Il cuore siamo noi', "è tuttora poco utilizzata: si effettuano solo 77 impianti per milione di abitanti, un numero inferiore alla media europea, e molto inferiore alla Germania dove ne vengono effettuati un numero triplo, e alla Svizzera, dove il numero di Tavi è doppio rispetto all'Italia". Per Ciro Indolfi, presidente della Sic, "soffriamo il regionalismo differenziato".

"Le autonomie regionali permettono in alcune zone, come la Lombardia, di dare un sovrapprezzo a chi impianta la valvola. Così l'ospedale ha convenienza a mettere la Tavi - prosegue -. Nel Sud, invece, ci sono meno risorse e meno pazienti che sfruttano questa tecnica innovativa. Questa tecnica così rivoluzionaria oggi non si usa in modo uniforme in tutta Italia per problemi economici". 
   

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Tesla Model X Performance, il suv elettrico con effetto wow

Da 0 a 100 in 2,9 secondi e tante soluzioni da 'astronave' stradale

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Un condensato di soluzioni rivoluzionarie e di tecnologie che fanno esclamare 'wow' ogni volta che si aprono le porte posteriori ad ali di falco, che si leggono i giornali sul grande display verticale da 17 pollici e - soprattutto - che ci si sente schiacciati contro il sedile, come avviene nelle auto da corsa, quando si accelera da fermo. Per raccontare Tesla Model X, l'incredibile crossover-suv di Elon Musk 100% elettrico, potrebbero bastare queste poche parole. Ma alla base di questo effetto 'wow' (che peraltro non riguarda lo stile esterno, forse la parte meno innovativa di questa enorme auto, lunga 5,036 metri) c'è davvero tanta innovazione tecnologica da merita un adeguato approfondimento. Un lungo test - misurabile in numero di ricariche complete ai Supercharger, utilizzati per 3 volte - ha permesso di scoprire i pregi (molti) e i difetti (pochi) di questo modello che, nonostante il debutto sul mercato dei diversi suv BEV firmati Audi, Jaguar e Mercedes, resta ancora un punto di riferimento nell'ambito della 'rivoluzione' elettrica.

Guidando Model X nel traffico di tutti i giorni si scopre, ad esempio, che le dimensioni non sono un limite se non nei parcheggi e che, al contrario di altri modelli esteticamente più 'aggressivi', gli altri utenti non reagiscono con il tipico comportamento da "dove crede di andare questo suv arrogante". La gente, anzi, si gira di continuo ad ammirare Model X, ancora percepito nella maggior parte dei casi come una moderna astronave stradale, soprattutto quando si aprono le porte posteriori.

  

 

Ed ecco uno dei piccoli difetti di questa Tesla: il meccanismo di apertura Falcon Win è impeccabile, ma non lo sono i comandi e i sensori di controllo, per cui capita di dover ripetere la manovra o insistere con i pulsanti per aprire e chiudere le porte. A bordo, comunque, l'eccitazione da Model X è tale da far dimenticare tutto. L'ambiente è ampio e luminoso, favorito nell'esemplare in prova dal rivestimento chiaro dei sei sedili. A questo riguardo va segnalato che Tesla Model X Performance - che costa 110.900 euro - viene fornita di serie con 5 posti, che diventano sei (tutte comode poltrone) con 7.000 euro di sovrapprezzo e sette con 3.800 euro. Il parabrezza ha un'ampiezza da record e l'arredamento, pur non brillando per lusso od originalità, risponde perfettamente al concetto di 'suite su ruote'.

Tesla Model X è anche il suv che fa respirare l'aria più 'pulita' al mondo nella cabina, in quanto è dotato di un sistema di filtraggio HEPA che prevede anche una modalità di 'difesa biologica' che sfrutta una pressione positiva all'interno della cabina per proteggere gli occupanti. Il grande schermo da 17 pollici è il 'cuore' del funzionamento di Model X, con un sistema di navigazione sempre connesso alla rete che offre informazioni sul traffico in tempo reale. E come per tutte le Testa, anche a vettura ferma il collegamento 'over-the-air' permette alla Casa di aggiornare il software dell'auto aggiungendo funzioni di sicurezza, di confort e di guida, migliorando anche prestazioni e consumo di energia. Triplo 'wow' (e forse ancora di più) non appena si fornisce il consenso a mettere in funzione la potentissima macchina elettrica racchiusa nella piattaforma Tesla.

Nello specifico Model X Performance sfrutta due motori e una enorme batteria da 100 kWh, per una potenza complessiva di 500 kW (pari a 680 Cv) e una coppia massima - valore decisamente superiore a quello del più performante suv benzina o diesel - di 967 Nm. Il risultato, anche grazie al settaggio che Tesla definisce 'Ludicrous Mode', è uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi, cosa che permette (semmai capitasse di avere di fianco ad un semaforo rosso una supercar) di seminare quasi tutte le vetture sportive non elettriche. Inutile parlare dei 250 km/h di velocità massima, anche perché la tecnologia di Tesla Model X correttamente non può nulla di fronte a Tutor ed Autovelox. Più appagante approfondire invece il tema della dinamica di marcia e della tenuta di strada, influenzata positivamente dalla posizione molto bassa della batteria, con un effetto 'baricentro' che incolla letteralmente l'auto all'asfalto. Necessario, comunque, prendere dimestichezza con il limite di tenuta delle quattro ruote motrici, perché la super-accelerazione e la super-aderenza sul dritto e sulle curve veloci possono far arrivare alle curve strette ad un'andatura troppo elevata. C'è anche un sistema che fa variare l'altezza da terra, ma immaginare una Model X in off-road da Land Rover va oltre alla sua eccezionalità. E veniamo ai consumi: per questa versione Performance la Casa ha omologato in WLTP 487 km, mentre per la Long Range meno veloce (0-100 in 4,6 secondi) ma anche meno cara (94.400 euro) questo valore sale a 507 km. I consumi reali di energia elettrica sono evidentemente legati allo stile di guida. In Efficiency la Casa dichiara 17,5 kWh per 100 km nel ciclo NEDC. C'è però un aspetto da non sottovalutare: i Supercharger da 120 kW, che sono il punto di ricarica ideale per Model X, sono già 34 in Italia e in continua crescita. E questo merita almeno un 'wow'. (ANSA)

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Così sarebbe la Terra senza oceani VIDEO IN TIMELAPSE

Svelati monti e canyon sommersi, stravolta anche la geografia dell'Italia

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Chiudi L'animazione mostra il progressivo prosciugamento degli oceani (fonte: James O'Donoghue, Twitter) (ANSA) L'animazione mostra il progressivo prosciugamento degli oceani (fonte: James O'Donoghue, Twitter)

Basta una manciata di secondi per scoprire come potrebbe cambiare il volto della Terra se gli oceani improvvisamente si prosciugassero: il ritiro delle acque farebbe riaffiorare quel 70% della superficie del pianeta che oggi è sommersa, rivelando catene montuose e canyon finora nascosti. Uno scenario apocalittico, che ridisegnerebbe in modo surreale anche la geografia dell'Italia. A mostrarlo è un'impressionante animazione pubblicata su Twitter dal planetologo James O'Donoghue, ex collaboratore della Nasa oggi al servizio dell'Agenzia spaziale giapponese Jaxa.

Il video è la riedizione di una precedente animazione, realizzata nel 2008 dalla Nasa, che il planetologo ha ulteriormente affinato rendendola ad alta risoluzione.

"Staccare la spina agli oceani rivela catene montuose e canyon sommersi", scrive O'Donoghue sul social network. "Inoltre mostra dove si connettevano i ponti di terra durante le ere glaciali. La Gran Bretagna, per esempio, era meno propensa alla Brexit", commenta ironicamente l'esperto.

Nel video in timelapse il colore marrone della terra arida avanza velocemente, mentre il blu cede il passo man mano che le acque scendono fino a oltre 6.000 metri sotto l'attuale livello dei mari. Intorno alle coste italiane il primo a scomparire sarebbe il mare Adriatico, seguito dalle acque che circondano la Sicilia e la Sardegna.

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Unitalsi inaugura a Roma 'Casa Amelia'

La struttura ospiterà i genitori dei bimbi ricoverati al Gemelli

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(ANSA) - ROMA, 14 DIC - È la terza nella Capitale e si chiama "Casa Amelia": composta da due stanze ampie attrezzate con servizi, è l'ultima nata a Roma delle case di accoglienza legate al Progetto dei Piccoli dell'Unitalsi. Il progetto si rivolge a tutta la famiglia e da oltre 17 anni l'Unitalsi lo realizza accogliendo le famiglie costrette a stare lontano da casa, anche per lunghi periodi, a causa della degenza dei propri figli nei centri ospedalieri pediatrici del nostro Paese.
    Il taglio del nastro di Casa Amelia, in via Pineta Sacchetti, di fronte al Policlinico Agostino Gemelli a Roma, è avvenuta per mano del presidente nazionale Antonio Diella, di Maria Pia e Sergio Mazzitelli, sorella e figlio di Amelia. La struttura è dedicata ad Amelia Mazzitelli, scomparsa all'inizio di quest'anno in pochi mesi a causa di una grave malattia. "Una donna che ha dedicato tutta la sua vita al prossimo - ricorda l'Unitalsi -, prima come socia dell'Unitalsi, poi come presidente della sezione Calabrese e infine come vicepresidente nazionale dell'Unitalsi". "Casa Amelia rappresenterà quello che ha lasciato in ognuno di noi Amelia Mazzitelli - ha spiegato Cosimo Cilli, consigliere nazionale e responsabile del progetto dei Piccoli - la sua forza di amare i malati e chi è in difficoltà, il suo instancabile senso del servizio per i bambini, per gli anziani e per chi soffre è stata la sua identità e lo ha fatto fino all'ultimo giorno".
    Il Progetto dei Piccoli negli ultimi dieci anni ha ospitato circa 2mila famiglie e impegnato di una rete di circa 100 volontari. Nato nel 2002 il Progetto dei Piccoli si è sviluppato riuscendo a gestire, ad oggi, dieci case di accoglienza dislocate sul territorio: due a Roma, (Casa Bernadette e Casa Sofia), cinque a Genova (Casa Angela, Edoardo, Massimo, Riccardo e Samuele), una a Padova (Casa Anna Margherita), una a Perugia (Casa Diletta) e una a Latina (Casa il Sicomoro).
   

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Marco Carta: pm, condannarlo a 8 mesi

Appello contro l'assoluzione per tentato furto di 6 magliette

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(ANSA) - MILANO, 13 DIC - Il pm Nicola Rossato ha depositato ricorso in appello contro l'assoluzione del cantante Marco Carta dall'accusa di tentato furto di 6 magliette, il 31 maggio, alla Rinascente di Milano. Per la Procura, che in 28 pagine smonta la sentenza di fine ottobre, il 34enne va condannato a 8 mesi perché contribuì al furto commesso con un'amica rimuovendo "le placchette antitaccheggio" e nascondendole "nel bagno". Per il pm il giudice è stato "molto indulgente" nel credere al cantante, malgrado le dichiarazioni di un "teste oculare".
   

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Trova portafogli, porta soldi a polizia

In un bar nella zona nord di Milano, conteneva 4 mila euro

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(ANSA) - MILANO, 13 DIC - Una signora romena di 40 anni ha trovato in un bar nella zona nord di Milano un portafogli contenente 4 mila euro e lo ha restituito alla polizia.
    La donna, ieri pomeriggio, si è accorta del portafogli abbandonato accanto a uno scaffale e l'ha raccolto, scoprendo con sua grande sorpresa che conteneva i 4 mila euro, documenti e carte di credito. La 40enne non ha avuto dubbi, si è presentata al commissariato di Villa San Giovanni e l'ha consegnato agli agenti che poco dopo hanno rintracciato il legittimo proprietario. L'uomo, un 45enne che era affranto e convinto di non avere speranze di ritrovare i suoi soldi, si è detto incredulo e ha spiegato che quei contanti erano i risparmi di mesi di lavoro.
   

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Audi RS 2 Avant, superwagon da 315 Cv nasceva nel 1994

Serie speciale 25th Anniversary celebra ora storia di successo

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Chiudi Serie speciale 25th Anniversary celebra ora storia di successo (ANSA) Serie speciale 25th Anniversary celebra ora storia di successo

Il mondo delle prestazioni stradali di Audi, racchiuso in quella sigla RS (Renn Sport cioè sport da corsa) che è sinonimo di perfezione tecnica ed esclusività compie 25 anni. Nel 1994 fa debuttava infatti la RS 2 Avant, derivata dalla 80 Avant e sviluppata (anche questa era una elemento di eccezionalità) in collaborazione con Porsche, a quel tempo azienda indipendente rispetto al Gruppo Volkswagen. Prima vettura della gamma RS era dotata di un propulsore 5 cilindri 2.2 turbo 20 valvole da 315 Cv che derivava dal 2.2 di base dell'Audi 80 e consentiva di accelerare da 0 a 100 in 4,8 secondi e una velocità massima autolimitata di 262 km/h. La trazione Quattro con differenziale centrale autobloccante, sviluppata nelle competizioni e in special modo nei rally, consentiva di scaricare a terra l'esuberanza del 5 cilindri di Ingolstadt. Con il suo comportamento 'racing' iniziale per una station wagon la RS 2 Avant diede avvio ad una storia di successo che viene ora celebrata con l'esclusiva edizione celebrativa 25th Anniversary e realizzata da Audi Sport GmbH sui modelli TT RS Coupé, RS 4 Avant, RS 5 Coupé, RS 5 Sportback, RS 6 Avant ed RS 7 Sportback.

''Tutti i modelli RS sono accomunati da una forte personalità - ha dichiarato Oliver Hoffmann, CEO di Audi Sport GmbH - e la RS 2 Avant, presentata nel 1994, era la sintesi perfetta di quelli che sarebbero diventati i tratti distintivi della gamma Audi Sport: portava prestazioni, prestigio ed esclusività al limite di quanto tecnicamente ottenibile senza rinunciare alla fruibilità nell'utilizzo quotidiano. L'edizione celebrativa 25th Anniversary s'ispira proprio ad Audi RS 2 Avant, prima vettura della gamma RS''. L'esclusività e la grinta della vettura trovavano conferma nella verniciatura Blu Nogaro. Tinta che, oggi, è disponibile Tutti i modelli RS nella versione celebrativa 25th Anniversary sono proposti nella verniciatura Blu Nogaro della prima RS 2 Avant ma anche nei colori nero Mythos, grigio Nardò e bianco ghiaccio. Caratterizzano l'edizione speciale 25th Anniversary elementi in look alluminio opaco e nero lucido. Nel dettaglio sono in alluminio i blade verticali, gli inserti alle longarine sottoporta, l'estrattore e lo splitter di RS 4 Avant, RS 5 Coupé, RS 5 Sportback, RS 6 Avant ed RS 7 Sportback. Mentre sono in nero lucido gli anelli Audi, i loghi RS, le calotte dei retrovisori laterali e l'alettone di TT RS Coupé.. All'apertura delle portiere viene proiettato al suolo l'esclusivo logo RS 25th Anniversary, replicato sul coprimozzo centrale dei cerchi in lega, a propria volta caratterizzati dalla finitura bicolore argento e antracite lucido. Trae ispirazione dalla leggendaria RS 2 Avant anche l'abitacolo dei modelli RS 25th Anniversary. Dominano i colori scuri con rivestimenti in Alcantara impreziositi da cuciture blu cobalto per i sedili, i tappetini, il tunnel e la corona del volante (con tacca alle ore 12). I sedili sportivi RS di TT RS, RS 4 Avant, RS 5 Coupé ed RS 5 Sportback sono rivestiti in pelle Nappa e Alcantara con impuntura a losanghe. Le sedute di RS 6 Avant ed RS 7 Sportback sono rivestite in pelle Valcona traforata. Il logo RS 25th Anniversary è presente in corrispondenza degli schienali, dei tappetini e dei pannelli porta. I modelli RS nella versione celebrativa 25th Anniversary saranno disponibili in Italia, su ordinazione, nel corso del primo trimestre del 2020.

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Dissequestrato viadotto A6 crollato

Terminate operazione di scavo fino a fondamenta

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Sono state completate le operazioni di scavo per raggiungere le fondamenta della porzione del viadotto della A6 Savona-Torino rimaste sotto tonnellate di detriti e fango ed è stato deciso dai magistrati il dissequestro del viadotto di Madonna del Monte. La disposizione è stata presa dalla Procura di Savona, che ha cercato di condurre le operazioni con celerità anche per permettere il ripristino del tratto nel più breve tempo possibile.
    L'indagine intanto prosegue dopo le acquisizioni documentali presso gli uffici di Autostrada dei Fiori a Torino, Milano e Savona e della società Sina, controllate dal Gruppo Gavio.
    L'attività ha lo scopo di acquisire documenti su progettazione, realizzazione, ispezioni periodiche e manutenzioni del viadotto crollato.
   

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De Tomaso P72, sinfonia di una moderna macchina del tempo

Prosegue programma di sviluppo dell'omaggio a Shelby P70

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In Europa sarà distribuita dall'olandese Louwman Exclousive ma il DNA è americano. Non sono solo le prestazioni che interessano i responsabili del programma di sviluppo della De Tomaso P72 che procede secondo le previsioni e, ma un progetto più ampio che si sta definendo attorno al marchio De Tomaso."A nostro parere il mercato è ora saturo di modelli 'limited edition' commercializzati principalmente in base alle performance - afferma Ryan Berris, Direttore Generale e Responsabile Marketing De Tomaso - e con la P72 abbiamo adottato un approccio inverso: in netto contrasto con quasi tutti gli aspetti del mercato di oggi, la P72 è una vera e propria 'Moderna Macchina del Tempo'. Gli appassionati e coloro che hanno deciso di prenotare la P72 si rendono conto del significato storico di questo progetto e sono la prova dell'idea che non sia necessario produrre l'auto più veloce o più potente sulla terra per raccogliere interesse. Ci concentriamo sulle nostre origini e sull'esperienza complessiva, sia dal punto di vista del marchio sia, e soprattutto, da quello dei nostri clienti". La P72 non solo rende omaggio al linguaggio e allo spirito del design originale della De Tomaso - Shelby P70, ma ne condivide anche il cuore americano. Infatti, l'esperienza nello sviluppo di propulsori fa parte della storia leggendaria di De Tomaso ed è parte integrante del suo patrimonio genetico, tanto che la P72 prosegue questa tradizione. L'acustica del propulsore della P72 è stata fin da subito un elemento fondamentale. Doveva suscitare emozioni sia al pilota sia a chi la incontra per strada. La sonorità doveva distinguersi dalla piatta omogeneità offerta dalla maggior parte delle supercar V8 di oggi. Il suono ottenuto ricorda l'era delle American Muscle degli anni '60, ma riviste in chiave moderna.

Durante i primi giorni del programma di rinascita e sviluppo, De Tomaso ha intrattenuto relazioni con vari interlocutori in Europa e negli Stati Uniti valutando in contemporanea i passi futuri da intraprendere. La decisione è stata immediatamente chiara: l'essenza della strategia di rilancio e il proposito dell'acquisizione del marchio non si sarebbero limitati a raccontare la grande storia del brand, ma sarebbero rimasti fedeli ai pilastri fondamentali su cui De Tomaso è stata fondata e questo ha portato a individuare il cuore della P72 in America.

I propulsori di derivazione Ford, infatti, hanno fatto parte del DNA De Tomaso fin dall'inizio. Il rapporto tra Alejandro de Tomaso e Ford iniziò nel 1963, quando sviluppò la sua prima automobile stradale, la Vallelunga (1963-1968), una Gran Turismo a motore centrale basato su un Ford Cortina a quattro cilindri.

Dopo la Vallelunga, De Tomaso collaborò con Carroll Shelby sulla P70 che sfruttava un Ford V8, poi arrivarono la Mangusta (1966-1971), la Pantera (1970-1993), la Deauville (1971-1985), la Longchamp (1972-1986) e la Guarà (1993-2004) tutte dotate di gruppi di propulsione di derivazione Ford. Infatti, nel 1970 la Casa automobilistica di Detroit acquisì una partecipazione azionaria di maggioranza in De Tomaso e la conservò per diversi anni. Oggi, il propulsore della P72 è il risultato di una collaborazione tecnica tra De Tomaso Automobili e la società di ingegneria Roush. Il V8 su misura della P72 è stato costruito appositamente da una squadra di ingegneri noti a livello internazionale per essere capaci di soddisfare un insieme specifico di prestazioni e valori normativi, pur mantenendo lo spirito degli anni '60. "Per rispettare questo importante aspetto del programma, abbiamo ritenuto la collaborazione tecnica con Jack Roush e la sua azienda fondamentale", spiega Norman Choi, Presidente De Tomaso. Roush ha una lunga lista di riconoscimenti nel settore automobilistico e una proficua storia con Ford. Roush, tra i vari progetti, è stato coinvolto nello sviluppo del propulsore della Ford GT 550 cv del 2005, un V8 sovralimentato da 5.4 litri, e del 3.5L V6 twin turbo da 647 cv della Ford GT 2017.Il V8 De Tomaso utilizza una base Ford collaudata e per assicurare la relazione commerciale è stato superato un complesso processo di validazione con Ford che, oggi, garantisce a De Tomaso la fornitura, l'accesso all'inventario dei componenti post-vendita e una base di omologazione OEM. Sebbene lo sviluppo sia ancora in corso, la potenza finale si attesterà ad oltre 700 cv con più di 825 Nm di coppia disponibile con carburante 91 ottani. Oltre 7.500 i giri/min previsti.

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Nespoli, gioco di squadra per gestire i rischi

L'astronauta alla facoltà di Economia dell'Università Cattolica

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Chiudi Un momento della lezione dell'astronauta Paolo nespoli nell'Università Cattolica di Roma (fonte: Università Cattolica di Roma)  (ANSA) Un momento della lezione dell'astronauta Paolo nespoli nell'Università Cattolica di Roma (fonte: Università Cattolica di Roma)

Gestire le situazioni rischiose è un gioco di squadra: parola dell'astronauta Paolo Nespoli, forte dell'esperienza accumulata in tre missioni condotte con l'Agenzia Spaziale Europea (Esa). "Lavorare in team per gestire i rischi è fondamentale. In una squadra ognuno deve avere il proprio ruolo, rispettarlo e dare un contributo fattivo", ha detto Nespoli agli studenti dell'Alta Scuola in Economia e Management dei Sistemi sanitari (Altems) della facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Roma.

"Quando si analizzano tutte le problematiche e ci si addestra per poterle superare, quando si guarda avanti e si punta in alto possiamo arrivare su Marte e ancora più in là", ha detto ancora l'astronauta, la cui lesione è stata introdotta dal direttore dell'Altems, Americo Cicchetti, e dal vicepreside della facoltà di Medicina dell'Università Cattolica, Claudio Grassi. ha moderato l'incontro il direttore del master in Risk Management Antonio Crucitti.

"Lavorare - ha detto ancora Nespoli - significa spingere il limite delle capacità e delle conoscenze, significa gestire il rischio: occorre allora imparare dagli errori, pensare 'fuori dal box' e avere un sistema che ti supporta e ti aiuta ad andare più in là del proprio limite". Il veterano dello spazio europeo ha quindi esortato gli studenti: "il futuro è vostro: sognate cose impossibili. Poi svegliatevi e iniziate a fare: ogni tanto, con dedizione e caparbietà, anche le cose apparentemente impossibili si realizzano. Ma tenete sempre a mente che per raggiungere gli obiettivi e gestire i rischi nella vita e nella vostra professione dovete imparare a giocare in team".

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Brexit, uscita dura nell'automotive può decimare industria

Stime SMMT prevedono perdite pari a 51,15 miliardi euro per 2024

Motori Industria
Chiudi Brexit, uscita dura nell'automotive pu decimare industria (ANSA) Brexit, uscita dura nell'automotive pu decimare industria

La vittoria di Boris Johnson nelle elezioni di ieri, e la conseguente certezza dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, hanno riacceso le preoccupazioni nel settore automotive, fin dall'avvio della Brexit uno dei più a rischio. Secondo stime della Society of Motor Manufacturers and Traders (SMMT) un distacco dal mercato della Ue non correttamente pilotato e l'imposizione di dazi doganali potrebbero 'decimare' l'industria automobilistica del Paese, con 1,5 milioni di immatricolazioni perse tra il 2020 e il 2024 e un costo per l'intero sistema di 42,7 miliardi di sterline, cioè 51,15 miliardi di euro. Questa visione evoca uno scenario fortemente negativo non solo per l'economia della Gran Bretagna, in cui il settore occupa 160mila lavoratori e a cui contribuisce con 18,6 miliardi di sterline (22,3 miliardi di euro) all'anno, ma anche per il taglio che le aziende sarebbero costrette ad operare sugli investimenti per R&D. La contrazione del mercato - che è diminuito dell'1,3% in novembre e del 2,7% sui base annua - potrebbe far mancare il 90% dei capitali necessari per la gestione della ricerca, proprio nel momento il cui è indispensabile il ricambio delle tecnologie per raggiungere gli obiettivi di protezione dell'ambiente. Nel congratularsi con i Conservatori per il successo elettorale, il CEO di SMMT Mike Hawes ha detto oggi: ''non vediamo l'ora di lavorare con il nuovo Governo in questo momento critico per l'industria automobilistica e il Paese. La priorità deve ora essere quella di ripristinare la fiducia negli affari e nell'economia e ristabilire la reputazione del Regno Unito come un ottimo luogo per investire. Con un settore automotive così di successo come in Gran Bretagna - ha ribadito Hawes - guardiamo al nuovo Governo per puntare a mantenere la nostra competitività globale, il che significa concludere un accordo con l'UE che è ambizioso, che mantiene il commercio libero e senza attriti e guida la crescita e l'innovazione per raggiungere obiettivi ambientali condivisi''.

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Volkswagen gamma elettrica ID, ci saranno anche versioni GTX

Trazione integrale e look sportivo, a partire dalla ID.5 Crozz

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La Volkswagen, sulla scia del debutto della famiglia 100% elettrica ID, si preparerebbe ad utilizzare il nome GTX per contraddistinguere - all'interno della prima gamma di BEV - una inedita offerta di modelli prestazionali. Lo anticipa il magazine britannico Autocar che, anche sulla base della registrazione di questo marchio da parte della Casa di Wolfsburg, anticipa le informazioni su questo programma ricostruendo anche il possibile aspetto di un modello ID GTX. Primo modello a beneficiare di questa estensione potrebbe essere la versione di produzione della coupé Crozz, che probabilmente prenderà il nome ID 5 GTX nella sua variante più potente. Il nome GTX è coerente con la tradizione di Volkswagen, che dagli Anni '70 utilizza le sigle GTI, GTD - e più recentemente GTE - sui modelli benzina, diesel ed elettrificati orientati alle prestazioni. Anche se Volkswagen ha smentito quanto riportato da Autocar, fonti interne hanno una confermato che una versione prestazionale dell'elettrica ID.5 è in sviluppo presso il centro R&D di Braunschweig in Germania e che, probabilmente, verrà presentata all'inizio del 2021. Come per le varie GTI, GTD e GTE, anche a gamma GTX si differenzierà dalle elettriche ID standard per una serie di aggiornamenti di design esterni e interni che forniranno un 'sapore' più sportivo. A livello dinamico ulteriori modifiche saranno focalizzate sulle trasmissioni elettriche che, come viene sottolineato con la lettera X nel nome, saranno tutte integrali, con una configurazione a doppio motore. La Casa di Wolfsburg aveva invece confermato in autunno - per voce del responsabile delle vendite del brand Volkswagen, Jurgen Stackmann che aveva dichiarato ad Autocar ''Se c'è un futuro per la linea dei modelli R, dovrà essere elettrico - che la 'valanga' dei modelli BEV promessa dall'azienda comprenderà anche versioni con prestazioni ancora più elevate, riunite in questo caso sotto la figlia R.

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Salone Ginevra, 90esima edizione più digital grazie a un'App

Partito countdown: 150 gli espositori tra case e start-up

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Chiudi Salone Ginevra 2020 (ANSA) Salone Ginevra 2020

Nuova veste, un format più digitale e interattivo ed un programma diversificato per offrire ai visitatori un'esperienza immersiva nel mondo dell'auto e della mobilità. Si preannuncia piena di novità l'edizione numero '90' del salone di Ginevra, in programma dal 5 al 15 marzo 2020. Grazie ad una nuova App ufficiale e una pagina web rinnovata e completamente riconfigurata, il GIMS permette ai suoi numerosi visitatori di essere sempre informati sulle novità e di poter anche acquistare i biglietti per l'ingresso al Palaexpo. L'App, disponibile per gli apparecchi iOS e Android, è personalizzabile, in modo che l'utente possa adattare i contenuti alle sue esigenze. L'App permette di ricevere informazioni complete sul GIMS, sugli Espositori e su importanti novità dell'evento, quali GIMS Discovery, GIMS Tech e GIMS VIP Day. Anche la programmazione del soggiorno è resa più semplice dall'utilizzo di questa applicazione che consente offerte esclusive: gli ambiti GIMS Discovery Drives vengono sorteggiati attraverso l'App. Non da ultimo, anche i biglietti d'ingresso per le giornate destinate al pubblico possono acquistare via App in modo rapido e facile.

''Questi nuovi concetti attestano la dinamica del GIMS - ha precisato Olivier Rihs, direttore generale del GIMS -. Offriremo al visitatore la possibilità di vivere molte esperienze e siamo convinti che potremo attirare molte fasce di visitatori: dall'appassionato di auto all'impallinato di tecnologia sino al fan di eventi. Grazie alla nuova App, non solo i visitatori, ma anche persone interessate da tutto il mondo potranno informarsi per tutto l'anno sui temi più rilevanti del GIMS''.

Al momento sono 150 gli espositori che hanno annunciato la loro partecipazione al GIMS 2020: si tratta sia di grandi costruttori di auto sia di emergenti start-up nel campo della tecnologia. ''La 90esima edizione del GIMS riunisce in sé tradizione, passione e innovazione. Il visitatore può provare le vetture di varie tipologie: dalle soluzioni della mobilità di oggi sino a quelle di domani, dall'efficiente citycar sino alla veloce auto sportiva'' dichiara Maurice Turettini, Presidente del Consiglio della Fondazion e del GIMS. 

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Coppa Milano-Sanremo, tutto pronto si corre da 2 a 4 aprile

Ammesse le vetture costruite dal 1906 al 1976

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Chiudi Coppa Milano-Sanremo, tutto pronto si corre da 2 a 4 aprile (ANSA) Coppa Milano-Sanremo, tutto pronto si corre da 2 a 4 aprile

A più di 100 anni dalla sua nascita, torna l’appuntamento con laßCoppaßMilano-Sanremo: la competizione più antica d’Italia. La 'Signora' delle gare, da sempre una grande attrattiva per gli equipaggi italiani e stranieri, maschili e femminili, si correràßdal 2 al 4 aprile 2020ßcon il medesimo spirito di sempre e la stessa passione dei 'gentlemen drivers' che la idearono nel 1906.

La CoppaßMilano-Sanremoßquest’annoßaprirà il Campionato Italiano Grandi Eventi 'Epoca Championship' di Aci Sport. Il Campionato, riservato alle gare di regolarità classica, comprende anche la Coppa d’Oro delle Dolomiti, il Gran Premio Nuvolari, la Targa Florio Classica e la Coppa delle Alpi by 1000 Miglia.

ßLungo il percorso dißoltre 700 chilometri, i 'bolidi di ieri' attraverseranno molte città di Lombardia, Piemonte e Liguria. La partecipazione alla corsa sarà riservata alle auto, costruite tra il 1906 e il 1976, munite di passaporto Fiva, o di fiche Fia Heritage, o di omologazione Asi, o fiche Aci Sport, o appartenenti ad un registro di marca. All’interno di questa dodicesima Rievocazione Storica si terrà, come da tradizione, la 'Coppa delle Dame' concepita, per la prima volta agli inizi del secolo scorso, grazie alla cospicua partecipazione di equipaggi femminili e all’intuito degli organizzatori della CoppaßMilano-ßSanremo.

ßßSi partiràßgiovedì 2 aprileßcon il ritrovo degli equipaggi pressoßl’Autodromo Nazionale di Monza, dove si disputeranno le verifiche tecniche e sportive, i giri liberi in pista e la parata inaugurale delle vetture. Dopo un passaggio nel centro di Monza, le auto partiranno alla volta dißMilano, dove sfileranno lungo via Montenapoleone e verranno esposte per tutto il pomeriggio all’interno del Palazzo del Senato, nel cuore della città. Laßpartenza ufficiale della garaßavverrà in serata, davanti alla storica sede ACßMilanoßdi Corso Venezia.

ßVenerdì 3 aprileßgli equipaggi affronteranno i primi chilometri di gara previsti, con l’obiettivo di onorare sportivamente una delle più antiche e prestigiose competizioni automobilistiche. A fare da sfondo alla prima tappaßlo scenario delle Langhe, denominato dall’UNESCOßPatrimonio dell’Umanità, dove le auto sosteranno per il break intermedio. La prima giornata di gara terminerà, come da tradizione, a Rapallo.

ß Ilß4 aprileßsarà il giorno della sfida definitiva: da Rapallo aßSanremoßgli equipaggi affronteranno le ultime prove speciali in vista del traguardo che solitamente viene raggiunto dalle prime vetture a metà pomeriggio del sabato. Le iscrizioni allaßMilano-Sanremoßsono aperte e saranno valide fino al 1 marzo 2020. È possibile iscriversi usufruendo di una particolare agevolazione fino al 23 dicembre 2019.

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Showroom Maserati, in mostra 'Eldorado'

Per acquisti Natale. In mostra anche una vecchia 'Eldorado'

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Chiudi Maserati (ANSA) Maserati

Lo showroom Maserati di Modena aprirà le porte al pubblico sabato 14 e domenica 15 dicembre in occasione delle Christmas Promotions, le giornate dedicate agli sconti su articoli regalo, giocattoli ed oggettistica in vista del prossimo Natale. Sabato 14 dicembre sarà possibile partecipare al programma 'Showroom Tour' che prevede visite guidate gratuite su prenotazione grazie alle quali gli appassionati della Casa del Tridente e i visitatori potranno conoscere in modo approfondito le vetture dell'attuale gamma Maserati. Tra le auto presenti in showroom sarà possibile osservare da vicino anche la Maserati 'Eldorado', famosa per essere stata nel 1958 la prima monoposto in Europa ad essere sponsorizzata da un marchio non legato al mondo dell'automobilismo. Quello, appunto, dei gelati Eldorado. L'apertura straordinaria dello showroom Maserati seguirà orario continuato dalle 10 alle 18.

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L'Aifa allarga l'uso di un farmaco immunoterapico ad altri 4 tumori

Pembrolizumab anche per melanoma, polmone, vescica e linfoma di Hodgkin

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Si allarga la schiera di pazienti che potranno usare l'immunoterapia - approccio che mira a risvegliare il sistema immunitario per combattere le cellule cancerose - per trattare il loro tumore, anche in una fase più precoce. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha infatti allargato l'uso del pembrolizumab ad altri quattro tipi di tumore: melanoma, polmone, linfoma di Hodgkin e uroteliale. A fare il punto oggi a Milano sono stati gli oncologi dell'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica).

"Negli ultimi anni ci sono stati dei miglioramenti significativi nel trattamento dei tumori grazie anche all'immunoterapia, che presuppone un uso appropriato dei farmaci", ha sottolineato Giordano Beretta, presidente Aiom. Un passo in avanti importante nella terapia lo permetterà la molecola immunoterapica pembrolizumab, già in uso per alcuni tumori (rene, testa-collo, esofago, stomaco e testa), e le cui indicazioni ora sono state allargate dall'Aifa, riconoscendone l'innovatività.

"Una delle nuove indicazioni vede l'uso di questo farmaco immunoterapico in combinazione con la chemioterapia per il tumore del polmone non a piccole cellule metastico", spiega Marina Garassino, dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano. "Gli studi hanno mostrato che questa associazione di farmaci raddoppia la sopravvivenza senza aumentare la tossicità della chemio - continua -. E' importante impostare una strategia terapeutica con l'immunoterapia in prima linea, sia da sola che in combinazione".

Pembrolizumab potrà essere usato anche per il tumore uroteliale (che interessa vescica e via escretrice), di cui in Italia nel 2019 si sono avute 31.600 diagnosi, e per il melanoma nel trattamento adiuvante (o precauzionale) del terzo stadio.

"L'immuno-oncologia ha già dato risultati importanti per questo tumore in fase metastatica, dove è lo standard di cura - aggiunge Mario Mandalà, dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo - Il trattamento adiuvante aiuta a ridurre il rischio di recidiva e migliora la sopravvivenza, guarendo in modo definitivo un'alta percentuale di pazienti". Per il linfoma di Hodgkin, sarà utile invece per quel 30% di pazienti che non risponde alle attuali terapie.
   

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Opel prosegue sviluppo Corsa-e Rally per 'rally' elettrico

Testati due esemplari in Centro Prove Dudenhofen

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Prosegue il programma di sviluppo della Opel Corsa-e Rally per la ADAC Opel e-Rally Cup. Due esemplari dell'auto rally elettrica a batteria stanno affrontando i test di durata presso il Centro Prove di Dudenhofen.

''Abbiamo due obiettivi - ha dichiarato Jörg Schrott, Opel Motorsport Director - In questa prima fase, le due auto macinano chilometri su chilometri per ottenere la massima quantità di dati. Non esiste alcuna esperienza di auto rally elettriche a cui rifarsi, per cui inizialmente abbiamo dovuto affidarci a calcoli e simulazioni, che vengono gradualmente sostituiti dai dati reali. Ci stiamo concentrando inoltre sui carichi e sulla gestione della temperatura della batteria nelle condizioni tipiche delle prove rally e dobbiamo adattare il software. Ho il piacere di comunicare che il programma procede senza intoppi''.

Gli ingegneri di Opel Motorsport si dedicheranno alla velocità dell'auto elettrica da 100 kW (136 CV) nella seconda fase dello sviluppo.

''Abbiamo deciso inoltre che la Corsa-e Rally deve eguagliare e superare gli standard del precedente modello a benzina, la Opel Adam Cup. Anche in questo caso siamo sulla strada giusta - ha spiegato Jörg Schrott - . La potenza è pressoché identica, ma i 260 Nm di coppia sono di gran lunga superiori rispetto a quelli della Adam Cup. Il baricentro è basso, grazie alla batteria montata sotto il pianale, e anche la distribuzione dei pesi è eccellente, il che è estremamente importante per una vettura da competizione, che deve essere particolarmente agile. Adesso dobbiamo trovare l'assetto più equilibrato del telaio, per cui a gennaio inizieremo a simulare alcune vere prove speciali''.

La Opel Corsa-e Rally monta la stessa batteria dell'auto di serie. La capacità della batteria è di 50 kWh e permette di raggiungere un'autonomia di 337 km nel ciclo WLTP. Per ottimizzare l'autonomia per le prove rally, sono previste tre modalità di guida: in "modalità competizione", la massima potenza e la coppia massima sono disponibili. Le auto elettriche vantano una coppia particolarmente elevata, per cui la "modalità pioggia" offre una curva della coppia adatta alle superfici scivolose. Nei trasferimenti tra una prova e l'altra e per raggiungere l'assistenza le squadre utilizzeranno la "modalità eco" orientata al risparmio di energia. È già possibile ordinare la Opel Corsa-e Rally, mentre ci si potrà iscrivere alla ADAC Opel e-Rally Cup 2020/21 a partire dal prossimo 15 dicembre.

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Skoda, le novità di Kamiq e Scala tra motori e allestimenti

Per il suv arriva il 1.0 G-Tec e berlina diventa Monte Carlo

Motori Industria
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Novità in casa Skoda, per Kamiq e Scala che allargano la propria offerta. L'ultima arrivata nel listino della casa ceca, è ora disponibile anche nella motorizzazione 1.0 G-TEC a metano da 90 CV. Grazie alle tre bombole da 13,8 kg di, l'autonomia a gas naturale del primo City SUV Škoda arriva a circa 400 km. La berlina Scala è invece proposta nella versione Sport Monte Carlo che abbina estetica sportiva, grazie ai paraurti rivisti e ai cerchi specifici, e interni dedicati, con sedili ad alto contenimento e cuciture a contrasto. Le prime consegne delle nuove versioni sono previste nel primo trimestre 2020. L'offerta di Kamiq, il primo City SUV Škoda, è oggi ancora più ampia grazie all'introduzione a listino della nuova motorizzazione, monovalente a metano, da 90 CV e 160 Nm. Grazie ai 13,8 kg di gas contenuti nei tre serbatoi, Kamiq 1.0 G-TEC può percorrere circa 400 km con una spesa intorno ai 14 euro, prima di dover ricorrere ai 9 litri di benzina del serbatoio di emergenza.

Scala, la nuova berlina di segmento C, è disponibile nella versione Sport Monte Carlo, che evolve i contenuti della versione Sport grazie all'estetica specifica con nuovi elementi in colore nero. Nel frontale spiccano la calandra in nero lucido e le appendici aerodinamiche sul paraurti. Per la prima volta è in colore nero anche il lettering Škoda sul portellone, mentre i cerchi in lega leggera da 17" hanno design dedicato. Nere sono anche le calotte degli specchietti retrovisori e le minigonne laterali. All'interno, Scala Sport Monte Carlo ha sedili specifici con appoggiatesta integrato e selleria dedicata. Il volante in pelle traforata è ornato da cuciture a contrasto in colore rosso, che si ritrovano anche sulle cuffie della leva del cambio e del freno a mano. L'illuminazione d'ambiente LED per consolle centrale e portiere anteriori può essere a scelta in colore rosso o bianco.

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Mercedes: avviata in impianto Dusseldorf produzione eSprinter

Prodotti nell'impianto tedesco oltre 4,6 mln di veicoli

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È una di quelle giornate che entrerà nella storia del marchio della Stella. Ieri nella fabbrica di Dusseldorf è partita la produzione dell’eSprinter, la versione a zero emissioni del furgone Mercedes. A celebrare questo avvenimento, un meeting per dipendenti e ospiti tra cui anche il presidente della Renania Settentrionale Vestfalia, Armin Laschet, e il lord mayor di Dusseldorf, Thomas Geisel.

La casa di Stoccarda produce i suoi furgoni nell’impianto di Dusseldorf dal 1962. Da quella data lo stabilimento si è continuamente sviluppato per diventare negli ultimi anni il principale impianto Sprinter di tutto il mondo: ad oggi sono stati prodotti lì oltre 4,6 milioni di veicoli. Dal 2018 anche la produzione del nuovo Sprinter ha avuto luogo presso questo impianto con oltre 200mila unità. La produzione della versione elettrica segna l’inizio di una nuova era. Negli ultimi anno Mercedes ha investito un totale di circa 330 milioni di euro nell’espansione tecnica della produzione, tenendo conto del fatto che in futuro la produzione di veicoli tradizionali e quella di veicoli completamente elettrici avverrà su un’unica linea. Il risultato sarà un'enorme flessibilità e la capacità di soddisfare le esigenze di tutti i clienti. Oltre agli investimenti globali nei sistemi di produzione, l'impianto ha anche investito massicciamente nella formazione dei propri dipendenti. Da quando è stata presa la decisione di costruire la eSprinter a Dusseldorf, lo stabilimento è diventato il centro di competenza per gli azionamenti elettrici e ha sviluppato le competenze necessarie. Ad oggi oltre 2.400 dipendenti sono stati formati per la gestione e l'assemblaggio delle tecnologie ad alta tensione.

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Monopattini e bici elettriche per chi usa Telepass Pay

Si parte da Torino, Verona, Milano e Roma. Prima mezz'ora gratis

Motori Eco Mobilità
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Per tutto il 2020 nei grandi centri urbani, Telepass Pay permetterà di usufruire gratuitamente per la prima mezz'ora di ogni corsa dei servizi di mobilità elettrica offerti in partnership con operatori del settore della micro mobilità collegati alla propria piattaforma. L'iniziativa promozionale, spiega la società in una nota, parte già oggi, venerdì 13 dicembre, nella città di Torino, dove i clienti che pianificano i propri spostamenti attraverso l'app Telepass ​ay potranno usare i monopattini e le bici dell'operatore di noleggio Helbiz senza alcun costo per lo sblocco del mezzo e per la prima mezz'ora di utilizzo, un tempo di media superiore alla durata di una corsa in città con questo tipo di mezzi. A breve altri operatori della mobilità elettrica saranno disponibili nella nostra App con servizi a basso impatto ambientale. Il noleggio sarà sempre gratuito per la prima mezz'ora di ogni corsa anche in caso di più corse durante la stessa giornata. Con la partenza del servizio a Torino, la promozione viene estesa anche a Verona e a breve a Milano. E' già attivo invece a Roma il bike-sharing gratuito: nel centro della Capitale infatti le prime centinaia di biciclette elettriche di Helbiz sono in circolazione da alcune settimane. Con questa iniziativa Telepass Pay intende fornire un sostegno concreto allo sviluppo e all'accelerazione della mobilità urbana,in modo da favorire attraverso la propria piattaforma un'ampia diffusione di operatori e servizi sostenibili in Italia mettendoli a disposizione della propria clientela. Lo sviluppo e la diffusione di servizi di mobilità sostenibile rappresentano uno degli obiettivi strategici per Telepass nei prossimi anni, come già dimostrato con l'investimento in Wash-Out, la prima società specializzata nel servizio di lavaggio auto a bordo strada, totalmente waterless e mediante detersivi ecosostenibili.

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