Lamborghini e made in Italy protagonisti a Monterey

Domenicali festeggia anno dei record, +96% primo semestre 2019

Motori Attualità
Chiudi  (ANSA)

(ANSA) - NEW YORK, 20 AGO - Nell'edizione 2019 della Monterey Car Week il grande protagonista è stato il made in Italy, con la 'Lamborghini Lounge Monterey', villa nel cuore di Pebble Beach diventata avamposto della Casa di Sant'Agata Bolognese, all'insegna dell'eccellenza tricolore. All'evento di inaugurazione il 16 agosto, organizzato con il sostegno del consolato generale d'Italia a San Francisco, hanno partecipato circa 450 personalità del mondo dell'economia, dell'impresa e dello spettacolo. E il ceo di Automobili Lamborghini, Stefano Domenicali, ha colto l'occasione per "festeggiare l'anno dei record". "Arriviamo qui con il record di vendite nel primo semestre 2019 (+96%) e con Urus, il nostro super Suv, che ha creato una vera Lamborghini-mania", ha detto.

"L'America ha registrato il maggior incremento: +128%, davanti all'Asia-Pacifico, che ha comunque più che raddoppiato i propri volumi, e l'Europa, con un aumento di oltre il 67% - ha spiegato - Nel 2019 prevediamo un nuovo anno record".

Il console generale a San Francisco, Lorenzo Ortona, ha sottolineato da parte sua che "ancora una volta sono al centro l'Italia e l'eccellenza italiana nel contesto più importante al mondo per il lancio delle auto di lusso". In occasione della kermesse, dove da 69 anni a metà agosto vanno in scena lusso e auto esclusive, Lamborghini ha presentato tre nuovi modelli: l'Aventador S by Skyler Grey, l'Aventador SVJ 63 Roadster, e la Huracán EVO GT Celebration. E nel corso del Pebble Beach Concours d'Elegance c'e' stata una classe speciale dedicata ad una delle auto storiche della Casa del Toro, con un premio alla Miura P400 SV del 1972 di proprietà del presidente della Fia, Jean Todt. (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Ritmo/Strada Lectric Leopard, la Fiat elettrica Usa nel 1980

Lanciata da US Electricar. motore 48 V con 100 km autonomia

Motori Eco Mobilità
Chiudi Ritmo/Strada Lectric Leopard, la Fiat elettrica Usa nel 1980 (ANSA) Ritmo/Strada Lectric Leopard, la Fiat elettrica Usa nel 1980

Per Fiat, che dopo aver lanciato la 500e negli Stati Uniti nel 2017, si appresta a portare una nuova 500e sui mercati globali nel 2020, l'auto 'popolare' a batteria non è certo una novità. Vengono subito alla mente la Panda Eletta del 1990 (affiancata da analoghe versioni della Cinquecento e della Seicento) ma, ancor prima, una speciale variante della Ritmo, o meglio della Strada come si chiamava questo modello degli Stati Uniti. La prima berlina di segmento C a propulsione 100% elettrica, venne presentata in California nel 1980, quando i temi ambientalisti erano solo all'attenzione di pochi. Collaborando con una azienda specializzata - la US Electricar - Fiat autorizzò il lancio negli Stati Uniti della Strada (nome americano della Ritmo) Lectric Leopard 964A. Forte dell'esperienza fatta in quello stesso periodo sulla Renault LeCar (denominazione per il mercato nordamericano della R5) la US Electricar installò a bordo della Strada/Ritmo un doppio pacco di batterie convenzionali a 6 Volt, collegate ad un motore di origine General Electric da 17,2 kW (corrispondenti a 23 Cv) e 48 Volt che spingeva la Lectric Leopard 964A alla velocità limite in Usa di 65 miglia/ora, cioè 104 km/h. L'autonomia era però limitata per la scarsa densità energetica delle batterie convenzionali. La documentazione dell'epoca parlava di 60 miglia (100 km) mantenendo una velocità non superiore a 50 miglia/ora (80 km/h). A parte la 'sparizione' di quasi tutto il vano bagagli posteriore, e la presenza di una doppia strumentazione composta da Voltmetro e Amperometro sulla parte destra del cruscotto originale, la Strada/Ritmo BEV era identica al modello con propulsore a benzina 1.5 SOHC da 69 Cv, lo stesso della X1/9 Coupé, poi potenziato a 75 Cv. Il cambio era manuale a 5 marce o, come optional, automatico a 3 rapporti fornito a Fiat da Volkswagen.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Bosch, nel 2030 il 75% dei motori sarà ancora benzina e diesel

Stefan Hartung (Mobility Solutions), 'propulsori sempre più puliti'

Motori Componenti & Tech
Chiudi Bosch, nel 2030 75% dei motori sarà ancora benzina e diesel (ANSA) Bosch, nel 2030 75% dei motori sarà ancora benzina e diesel

Il punto di vista di Bosch, che è il maggiore fornitore di componentistica e sistemi automotive al mondo, sullo sviluppo a medio e lungo termine delle tecnologie di propulsione è sicuramente corretto ed esaustivo. Attraverso la sua divisione Mobility Solutions, che fattura oltre 47 miliardi di euro all'anno, Bosch spazia infatti da piccole parti per gli impianti di bordo (del costo di pochi centesimi) fino ai più complessi dispositivi che, attraverso l'intelligenza artificiale, rendono possibile la guida autonoma dei veicoli. E da Bosch arriva una previsione 'tranquillizzante' sui tempi e le conseguenze della transizione verso l'elettromobilità. In una recente intervista pubblicata dall'autorevole magazine Automotive News Europe (ANE), Stefan Hartung che guida il settore Mobility Solutions, ha tracciato una 'mappa' dei cambiamenti che caratterizzeranno la produzione e quindi il mercato dell'auto nei prossimi 10 anni, e che - va subito ribadito - vedranno anche alla scadenza del 2030 una larga prevalenza numerica dei motori termici. ''Se guardiamo al 2030 - ha detto Hartung - circa tre quarti di tutti i veicoli avranno ancora un motore a combustione, anche se molti saranno assistiti dall'elettrificazione. E ci saranno propulsori benzina e diesel molto puliti, anche se più dovremo impegnarci per una combustione sempre più pulita e più dovremo applicare sistemi per il controllo delle emissioni''. Ad una domanda relativa al rapporto che esiste fra le Case costruttrici e Bosch, cioè se siano le prime a chiedere le nuove tecnologie oppure se sia Bosch a proporre le innovazioni, Hartung ha dato ad ANE una risposta molto chiara: ''Ci sono due facce su ogni medaglia. Da un lato l'industria, che deve servire il mercato, e che quindi fa evolvere le tecnologie sulla base delle nuove esigenze. Ma noi in Bosch - ha sottolineato il responsabile del settore Mobility Solutions - amiamo l'innovazione e la portiamo sul mercato. Dato che non costruiamo veicoli, la forniamo (ai costruttori) ma sempre tenendo in mente il consumatore''.

Hartung, nell'intervista, ha anche parlato dell'idrogeno e dei sistemi di propulsione fuel cell. ''Pensiamo che entro una decina d'anni - ha detto - fino al 20% di tutti i veicoli elettrici si rifornirà di energia generate da fuel cell. E' la soluzione ideale per i mezzi da trasporto di dimensioni medie e grandi, specialmente per viaggi su lunghe distanze''. Ed ha confermato che Bosch, che ha una partnership con Powercell su questo tema, ''sta lavorando a sistemi integrati in cui le celle a combustibile lavorano assieme ad una sezione ibrida a batterie. Un sistema, molto complesso, che può fornire, ai mezzi da trasporto, potenza extra per superare le salite o per allungare le percorrenze''.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Da 1 settembre bando per studiare all' estero

Con Intercultura 2.200 posti in 60 Paesi, 1500 borse di studio

Legalità & Scuola Dalle scuole
Chiudi  (ANSA)

(ANSA) - ROMA, 20 AGO - E' disponibile sul sito di Intercultura (www.intercultura.it) il nuovo bando di concorso per trascorrere un anno scolastico all'estero (oppure un periodo più breve, da sei mesi a alcune settimane estive) in uno dei 4 angoli del mondo dove l'Associazione di volontariato promuove da quasi 65 anni i suoi programmi educativi.
    Gli studenti potranno iscriversi al concorso tra il 1 settembre e il 10 novembre per aggiudicarsi un posto tra i programmi scolastici proposti e una delle 1.500 le borse di studio, a totale o parziale copertura della quota di partecipazione. Per ricevere tutte le informazioni sui programmi, è possibile consultare sul sito i recapiti dei volontari di 159 città in tutta Italia e, a partire da settembre, l'elenco degli incontri pubblici organizzati sempre dai volontari di Intercultura.
    Il bando è rivolto a tutti gli studenti delle scuole superiori nati tra il 1 luglio 2002 e il 31 agosto 2005: oltre 2.200 i posti a disposizione (2.250 gli adolescenti partiti nel corso di questa estate), 60 le diverse destinazioni, tutte ambitissime dai ragazzi questa nuova "Generazione i", con il passaporto pronto e la valigia in mano, desiderosi di imparare a vivere in un mondo sempre più complesso e globalizzato.
    Sono 1.500 le borse di studio, a totale o parziale copertura della quota di partecipazione, messe a disposizione delle famiglie. Le borse comprendono non solo l'esperienza all'estero, ma anche gli incontri di formazione, prima, durante e al termine della partecipazione al programma, una componente imprescindibile per comprendere la reale portate educativa di un periodo vissuto all'estero da adolescenti. Circa la metà delle borse di studio provengono dall'apposito fondo di Intercultura e consentono la partecipazione ai programmi da parte degli studenti più meritevoli e bisognosi di sostegno economico (si va dalle borse totali che coprono il 100% della quota di partecipazione, a quelle parziali che coprono una percentuale variabile tra il 20% e l'80% della stessa). Le altre centinaia, tra borse di studio totali e contributi sponsorizzati, saranno messe a disposizione grazie alla collaborazione tra la Fondazione Intercultura e diverse aziende, banche, fondazioni ed enti locali. Per ricevere tutte le informazioni sui programmi, è possibile consultare sul sito i recapiti dei volontari di 159 città in tutta Italia e, a partire da settembre, l'elenco degli incontri pubblici organizzati sempre dai volontari di Intercultura.
    Intanto sono in corso le partenze dei circa 2.250 ragazzi tra i 15 e i 18 anni di età, che nell'anno scolastico 2019-20 studieranno all'estero con un programma di Intercultura; tra di loro, si riconferma la scelta di vivere questa esperienza di formazione anche in mete insolite e alternative. Quest'anno rispetto alle destinazioni più classiche come gli USA e il Canada (destinazione del 21,8% dei ragazzi per un totale di 490 studenti) o come l'Australia e la Nuova Zelanda (4,8% per un totale di 109 studenti), il 24,7% degli adolescenti ha scelto di partire per l'America latina, il 13,4% per l'Asia, l'1,9% per l'Africa (42 i ragazzi che vi trascorreranno dall'anno scolastico al bimestre: richiestissimi il Sudafrica e il Ghana, ma anche i programmi in Tunisia e in Egitto riaperti l'anno scorso dopo la loro chiusura durante la Primavera Araba). Infine il 33,4% studierà in diversi Paesi dell'Europa. Tra le destinazioni più "gettonate" si confermano quelle dell'America latina: 555 gli studenti in partenza tra Argentina, Brasile, Costarica, Messico, Cile, Honduras, Rep.Dominicana, Paraguay, Panama, Colombia, Bolivia, Perù ed Uruguay. Dall'altro capo del mondo, rasentano quota 100 i ragazzi che trascorreranno un anno scolastico in Cina, mentre gli altri studenti vincitori per un programma in Asia (299 in totale) saranno suddivisi tra Thailandia, Giappone, India, Filippine, Hong Kong, Indonesia, Malesia. Chi invece ha preferito l'Europa (752 gli adolescenti in partenza) non ha scelto solamente i Paesi più classici e culturalmente simili a noi come la Francia, la Germania, l'Irlanda, la Spagna, il Portogallo, il Belgio, il Regno Unito, l'Austria, la Svizzera, ma anche quelli scandinavi (Finlandia, Norvegia, Islanda, Svezia, Danimarca) e quelli dell'Est Europa (Russia, Lettonia, Rep.Ceca, Serbia, Croazia, Bosnia, Slovacchia, Turchia Ungheria, etc). (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Nelle pause no a uso smartphone, cervello non si ricarica

Il dispositivo distrae troppo, più difficile tornare a esercizio

Salute & Benessere Stili di Vita
Chiudi  (ANSA)

Se ci si vuole prendere una pausa rigenerante da un lavoro impegnativo è meglio evitare di usare il break per dare una sbirciatina allo smartphone. Lo afferma uno studio della Rutgers University pubblicato dal Journal of Behavioral Addictions, secondo cui l'uso del telefonino impedisce al cervello di 'ricaricarsi'. I ricercatori hanno chiesto a 414 studenti universitari di risolvere una serie di 20 crucipuzzle. A metà dell'esercizio alcuni hanno fatto una pausa durante la quale era permesso usare il cellulare, altri invece avevano a disposizione solo carta o un computer mentre un gruppo non ha fatto pause. I partecipanti che hanno usato lo smartphone hanno impiegato dopo la pausa il 19% in più di tempo per risolvere gli esercizi, trovando il 22% in meno di parole, una prestazione solo leggermente migliore rispetto a chi non aveva avuto il break. "L'azione di mettere mano al telefono mentre si sta facendo qualcos'altro è sempre più comune - commenta Terri Kurzberg, uno degli autori -. E' importante conoscere il costo associato a questo gesto. Noi assumiamo che non sia diverso da altri tipi di pausa, ma il telefono può portare a livelli molto maggiori di distrazione che rendono molto difficile tornare con l'attenzione a ciò che si stava facendo".
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Porsche Taycan elettrica, coperti 3.424 km in 24 ore a Nardò

Test conferma le doti del nuovo sistema alimentazione a 800 Volt

Motori Eco Mobilità
Chiudi Porsche Taycan elettrica, coperti 3.424 km in 24 ore a Nardò (ANSA) Porsche Taycan elettrica, coperti 3.424 km in 24 ore a Nardò

Porsche lavora intensamente sul suo primo modello 100% elettrico, la quattro porte sportiva Taycan, con numerose attività in vista del debutto mondiale che è previsto per il 4 settembre a Berlino, a pochi giorni da Salone di Francoforte. Nei giorni scorsi, sulla pista sperimentale di Nardò (creata da Fiat nel 1975 e dal 2012 di proprietà della Casa di Zuffenhausen) una Taycan di pre-produzione ha coperto nell'arco di 24 ore ben 3.424,845 km, valore che corrisponde quasi alla distanza che separa la sede Porsche di Atlanta in Georgia al Porsche Experience Center di Los Angeles, in California. Il modello 100% elettrico di Porsche ha dimostrato le sue qualità sulle lunghe distanze nonostante temperature di picco dell'aria di 42 gradi e quelle della superficie della pista fino a 54 gradi, fermando gli strumenti su velocità medie comprese tra 194,731 e 214,043 km/h. Il test è stato eseguito senza interruzioni, con stop del prototipo solo per le ricariche rapide e i cambi dei driver. ''Taycan ha dominato senza problemi questa ambiziosa prova di resistenza - ha detto Stefan Weckbach, vicepresidente Product Line, Taycan - e il risultato ottenuto a Nardò ha messo in evidenza i vantaggi della tecnologia a 800 Volt e il suo alto livello di maturità. Al lancio di Taycan sul mercato a fine dell'anno, avremo coperto oltre 5,95 milioni di km di prove in tutto il mondo'' Porsche Taycan è il primo modello di produzione completamente elettrico con un tensione di sistema di 800 Volt, una tecnologia che ha aiutato la 919 Hybrid a vincere la 24 Ore di Le Mans tre volte di seguito e ora sbarca nella produzione in serie. Gli 800 Volt consentono prestazioni che restano elevate costantemente, riduce i tempi di ricarica e diminuisce peso e ingombri del cablaggio. Durante la prova a Nardò, sono state utilizzate stazioni di ricarica da 800 Volt progettate da Porsche Engineering Group GmbH identiche a quelle che saranno utilizzate nella joint venture con Ionity. La nuova Porsche Taycan non solo evidenzia grande resistenza, ma può liberare tutta la sua potenza (oltre 600 Cv complessivi, secondo quanto riporta il magazine Usa Car and Driver) anche dopo aver accelerato più volte a brevi intervalli. Alla fine di luglio, un prototipo di Taycan ha accelerato sulla pista di un aerodromo da zero fino a 200 km/h non meno di 26 volte consecutive. Incredibilmente, questo test è stato realizzato in meno di 10 secondi, con una differenza di 0,8 secondi tra le accelerazioni più veloci e quelle più lente.

Sempre secondo Cad and Driver, che ha analizzato recentemente tecnica e prestazioni della Taycan, lo scatto da 0 a 100 km/h si realizza in meno di 3 secondi.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Giudice denunciata per abusi edilizi

Per l'ampliamento di una villa in base a Piano Casa Liguria

Legalità & Scuola Altre News
Chiudi  (ANSA)

(ANSA) - GENOVA, 20 AGO - Una giudice di Milano, Maria Grazia Bernini, presidente di sezione della corte d'appello di Milano, è stata denunciata a Genova per una serie di violazioni in materia urbanistica. La vicenda riguarda gli scontri tra i condomini di una villa a Santa Margherita Ligure. Il fascicolo è sulla scrivania del pubblico ministero Walter Cotugno, che coordina l' indagine dei carabinieri forestali. L'inchiesta era nata, come ha raccontato La Repubblica, intorno a un intervento effettuato nella porzione di terreno di Villa Roccia di proprietà del giudice. Il magistrato aveva avviato dei lavori per ricavare dei locali da destinare ai nipoti sotto una grande terrazza sfruttando il Piano casa della Regione Liguria che consente ampliamenti. Ma alcuni residenti della villa avevano segnalato che le opere avevano superato i limiti. Dalle segnalazioni si era passati al Tar che ha confermato l'abuso edilizio. Ora si attende il giudizio del Consiglio di Stato.
    Dalle indagini è inoltre emerso che le autorizzazioni del Comune sono firmate da un funzionario che è il padre di una professionista nominata per seguire parte dei lavori del cantiere della proprietà della Bernini.(ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Parma, scheletri sotto Ospedale Vecchio

Indagano Procura e Cc, analisi anche di antropologo e archeologa

Legalità & Scuola Altre News
Chiudi  (ANSA)

(ANSA) - PARMA, 20 AGO - Diversi scheletri umani, la cui datazione è ancora da stabilire, sono stati rinvenuti sotto la pavimentazione dell'Ospedale Vecchio di Parma, edificio oggetto di restauro in queste settimane. I resti, riporta la Gazzetta di Parma, erano coperti da un pannello di legno nel pavimento.
    Ancora non è stato definito il numero di scheletri presenti, alcuni ancora con lembi di tessuti e ricoperti da brandelli di stoffa. Sul ritrovamento indaga la Procura della Repubblica di Parma assieme ai carabinieri.
    L'area è stata posta sotto sequestro in attesa del recupero dei resti per la loro esatta datazione. Del caso si occuperà il medico legale Rossana Cecchi insieme a un antropologo forense e a un'archeologa. L'edificio, dal Medioevo sino agli anni Trenta, ospitava l'ospedale della città, poi è diventato sede dell'Archivio di Stato.(ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

La sonda indiana Chandrayaan 2 è nell'orbita lunare

L'allunaggio previsto il 7 settembre

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Rappresentazione artistica della sonda Chandrayaan 2 nell'orbita lunare (fonte: ISRO/YouTube) (ANSA) Rappresentazione artistica della sonda Chandrayaan 2 nell'orbita lunare (fonte: ISRO/YouTube)

La sonda indiana Chandrayaan 2 è entrata nell'orbita lunare. Lo ha annunciato l'Agenzia spaziale indiana Isro (Indian Space Research Organisation). "La durata della manovra è stata di 1738 secondi (poco meno di mezz'ora)", ha precisato l'Isro su Twitter. La missione, prosegue il tweet, "aiuterà a comprendere meglio origine ed evoluzione della Luna". L'allunaggio è previsto il 7 settembre nel Polo Sud lunare, mai toccato in precedenza.

Se tutto andrà per il meglio, l'India diventerà il quarto Paese, dopo Stati Uniti, ex Unione Sovietica e Cina, a sbarcare sul nostro satellite.

"Nelle prossime settimane - precisa l'Isro - sono in programma altre quattro manovre per far entrare la sonda nell'orbita finale, che la porterà a sorvolare i poli lunari da una quota di circa 100 chilometri". Nel frattempo, il 2 settembre è previsto il rilascio del lander Vikram, che dovrà compiere due manovre prima della discesa che lo porterà sul suolo lunare. Una volta sbarcato sulla superficie del satellite, il lander libererà il rover Pragyan, che studierà le caratteristiche dell'area.

Dopo un primo rinvio per un problema tecnico al lanciatore la sonda Chandrayaan 2 è stata lanciata il 22 luglio 2019 dallo Satish Dhawan Space Centre, a Sriharikota, nel Tamil Nadu. Il suo stato di salute è continuamente monitorato dal centro di controllo, il Mission Operations Complex (Mox), a Bangalore, con il supporto delle antenne dell'Indian Deep Space Network (Idsn), a Byalalu.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Entro il 2050 il Mediterraneo potrebbe salire di 20 centimetri

Ingv, nel 2100 a Venezia acqua più alta fra 60 e 82 centimetri

Scienza & Tecnica Terra & Poli
Chiudi La laguna di Venezia fra le coste del Mediterraneo più minacciate dall'innalzamento del livello del mare (fonte: Tony Hammond) (ANSA) La laguna di Venezia fra le coste del Mediterraneo più minacciate dall'innalzamento del livello del mare (fonte: Tony Hammond)

Il livello del Mar Mediterraneo potrebbe salire in media fino a 20 centimetri entro il 2050 e fino a 57 centimetri entro il 2100. Fra gli scenari più critici la laguna di Venezia, dove si stima che nel 2100 il livello medio del mare sarà più alto rispetto ad oggi tra i 60 e gli 82 centimetri. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Water da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l'olandese Radboud University e l'università della Sorbona.

Gli studiosi hanno calcolato come potrebbe aumentare il livello del mare nel 2050 e nel 2100 utilizzando i dati di nove stazioni mareografiche poste nel Mediterraneo centro-settentrionale, che ne misurano il livello a partire dal 1888, combinati con le proiezioni elaborate dal Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Ipcc) e con le misure relative all'abbassamento del suolo (subsidenza) per cause naturali o dovute ad attività umane, ottenute con il Gps.

Lo studio ha previsto due scenari possibili.
In quello più critico "si potrà verificare entro il 2050 un aumento massimo del livello medio del mare di circa 20 centimetri, mentre nel 2100 si potranno raggiungere 57 centimetri circa", rileva Marco Anzidei, dell'Ingv, coautore dello studio e coordinatore del progetto europeo Savemedcoasts che ha finanziato la ricerca.
Secondo lo scenario meno critico, prosegue il ricercatore, "nel 2050 si potrà avere un aumento di 17 centimetri e nel 2100 di 34 centimetri".

Secondo Antonio Vecchio, della Radboud University, "a livello locale le fluttuazioni del livello marino possono contribuire fino al 9% della variazione totale attesa, mentre subsidenza e variabilità nel loro insieme sono responsabili di circa il 15% della variazione del livello del mare. Nella laguna di Venezia, per esempio, la subsidenza accelera l'effetto dell'aumento del livello marino". Lo studio mostra inoltre, conclude Anzidei, che "lungo le coste basse e subsidenti il mare tende a sommergere tratti più o meno ampi in maniera più veloce rispetto alle zone non subsidenti".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Mosquito day, dagli esperti le 10 regole anti-zanzara

Istituto Superiore Sanità, mai repellenti e anti-UV insieme

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Mai usare insetto-repellenti insieme con creme solari (ANSA) Mai usare insetto-repellenti insieme con creme solari

(ANSA) - ROMA, 20 AGO - Nei laboratori dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) vengono allevate colonie delle specie di zanzare più diffuse in Italia, compresa la zanzara tigre, per sperimentare alternative sostenibili agli insetticidi di uso comune. In seguito al crescente allarme sulla diffusione globale di diversi Arbovirus - si legge sul sito dell'Iss - sono stati effettuati diversi studi di competenza vettoriale, in particolare con i virus West Nile, Chikungunya e Zika che contribuiscono a valutare il grado di suscettibilità delle nostre zanzare a tali virus e a stimare il rischio di esposizione della popolazione italiana ad un eventuale focolaio epidemico.
    L'Iss, nel suo aggiornamento indica anche le dieci regole per difendersi dalle zanzare:

    1)Applicare zanzariere a finestre e porte.
    2)In ambienti chiusi è consigliabile l'utilizzo dei fornelletti a piastrina o a ricarica liquida, che devono essere accesi sempre a finestre aperte.
    3)E' bene usare zampironi e candele alla citronella solo all'aperto per evitare i fumi tossici. Inoltre, in ambienti come giardini o terrazzi è opportuno indossare indumenti a maniche lunghe e pantaloni.
    4) Quando si usano i prodotti insetto-repellenti da applicare sul corpo è necessario leggere attentamente le etichette riportate sulla confezione.
    5) L'uso di un prodotto con una concentrazione di principio attivo insetto-repellente al di sotto del 20% è sufficiente per le nostre latitudini.
    6) I prodotti insetto-repellenti da applicare sulla pelle con concentrazioni di principio attivo superiore al 30% vanno usati solo nei Paesi a rischio.
    7) Non utilizzare prodotti insetto-repellenti nei bambini sotto i 2 anni di età. Dai 2 ai 12 anni scegliere accuratamente i principi attivi e limitarsi ad utilizzare una concentrazione del 10% senza superare le 2 applicazioni al giorno e fare in modo che a spalmarle sia sempre un adulto. Dai 12 anni in su nelle nostre latitudini prodotti inferiori al 20% di principio attivo proteggono anche fino a 6 ore.
    8) Evitare di applicare prodotti insetto-repellenti insieme alle creme solari e creme idratanti con schermo anti-UV.
    9) Non applicare prodotti insetto-repellenti su tagli, pelle irritata o precedenti punture di zanzara.
    10) Lavarsi accuratamente le mani dopo le applicazioni.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Scania lancia nuovo motore a gasolio 13mila cc di cilindrata

Alimentabile con biodiesel, può raggiungere 540 Cv di potenza

Motori Prove e Novità
Chiudi Scania lancia nuovo motore a gasolio 13mila cc di cilindrata (ANSA) Scania lancia nuovo motore a gasolio 13mila cc di cilindrata

 Il Costruttore svedese Scania ha presentato un nuovo motore a gasolio a 6 cilindri in linea di 13mila cc di cilindrata che offre prestazioni maggiori con un taglio dei consumi rispetto al passato, pensato per impiego con mezzi pesanti e carichi particolarmente gravosi. Accreditato di una potenza massima di 540 Cv, il quinto propulsore della famiglia 13 litri della Casa di Sodertalje promette un taglio dei consumi del 2% rispetto a soluzioni analoghe meno tecnologiche. Il risultato è stato ottenuto, tra l'altro, grazie a un miglioramento della fluidodinamica interna e all'adozione di un nuovo turbocompressore.

La nuova unità si pone al vertice di una gamma che già include quattro 6 cilindri di 12,7 litri rispettivamente di 370, 410, 450, 500 Cv. Sviluppata partendo dal più potente tra questi, il 540 Cv dispone di un turbocompressore a geometria fissa con cuscinetti a sfera invece di bronzine, eroga il picco di potenza a 1.800 giri al minuto e una coppia massima di 2.700 Nm tra 1.000 e 1.300 giri. Omologato Euro 6, può essere alimentato a biodiesel 100% e condivide con il resto dell'offerta l'alimentazione a quattro valvole per cilindro e l'utilizzo della tecnologia SCR per il trattamento delle emissioni. "Fedeli alla nostra promessa di garantire un'offerta sempre più su misura - ha evidenziato Alexander Vlaskamp, vice presidente e responsabile di Scania Trucks -, abbiamo risposto all'esigenza dei nostri clienti di avere una versione top di gamma del nostro fiore all'occhiello da 13 litri. È pensato principalmente per quei clienti e mercati in cui aspetti legali riguardanti l'assale anteriore impediscono la scelta di un motore V8. In generale, è perfetto per chiunque abbia bisogno di maggiore potenza per le proprie operazioni di trasporto. Con la giusta rapportatura, funzionerà bene sia nel trasporto legname che di tulipani, con attenzione ai consumi di carburante e alle velocità medie". 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Trapianti, firmato il regolamento del Sistema informativo

Dopo 20 anni passaggio per applicare legge sul silenzio-assenso

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Passaggio per applicare legge su silenzio-assenso (ANSA) Passaggio per applicare legge su silenzio-assenso

E' stato firmato il decreto del ministero della Salute che contiene le norme del regolamento sul Sistema Informativo Trapianti (Sit), previsto dalla legge n. 91 del primo aprile 1999, che regola il principio del silenzio-assenso sulla donazione di organi. Lo rende noto lo stesso ministero. "Dopo 20 anni è un passaggio fondamentale", ha rilevato il ministro Giulia Grillo, annunciando una nuova campagna di informazione. Il ministero rende noto inoltre che "nei prossimi mesi saranno attuate le altre prescrizione della legge 91/1999, cioè l'adeguamento dell'Anagrafe nazionale degli assistiti (Ana) in tutte le aziende sanitarie".

"Abbiamo finalmente sbloccato dopo 20 anni un passaggio fondamentale per l'applicazione del silenzio-assenso previsto dalla legge sulla donazione degli organi approvata nel 1999, ma rimasto lettera morta, ha osservato Giulia Grillo. "Due decenni sono troppi per attuare una legge di civiltà di cui il Paese ha bisogno.

 Potranno così essere salvate molte più vite, ma per farlo - ha proseguito il ministro - i cittadini devono essere adeguatamente informati e consapevoli e per questo lanceremo una nuova campagna informativa".

Il Sistema Informativo Trapianti regolamenta tracciabilità e trasparenza dell'intero processo di donazione-prelievo-trapianto di organi. Il decreto contiene anche disposizioni sul Registro nazionale dei donatori di cellule per la procreazione assistita eterologa, prevista dalla legge 190 del 2014. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Subito virale il video emozionale su Pagani Huayra Roadster BC

Agosto tra passato e futuro, a Salon Privé 5 iconiche Zonda

Motori Attualità
Chiudi Subito virale video emozionale su Pagani Huyra Roadster BC (ANSA) Subito virale video emozionale su Pagani Huyra Roadster BC

 Il passato, il presente e il futuro della Pagani riempiono di emozioni le giornate di fine estate degli amanti del brand emiliano e degli appassionati di motori.

La Casa di San Cesario sul Panaro ha scelto il ponte di Ferragosto per diffondere sul Web un video che racconta l'anima del suo nuovo prodotto, l'hypercar Huayra Roadster BC. La vettura viene mostrata con gli occhi di un bambino. Si tratta di una sequenza di immagini di 2 minuti e 12 secondi, ad alto impatto emotivo, che sono subito diventati virali sui social, tanto che in soli 6 giorni dal rilascio il filmato è già stato visualizzato da oltre 650mila persone, ottenendo più di 24mila 'like'. L'iniziativa 'social' ha pressoché coinciso con l'annuncio della partecipazione del Costruttore emiliano al prestigioso evento britannico Salon Privé Concours d'Elegance, in programma a Woodstock, nell'Oxfordshire, dal 5 all'8 settembre. Nell'occasione sfileranno cinque delle Zonda più significative tra i centocinquanta esemplari prodotti in vent'anni. La supercar italiana sarà la protagonista annunciata della prestigiosa rassegna motoristica britannica. Per la quattordicesima edizione della passerella d'Oltremanica sarà schierate innanzitutto la restaurata C12 del 2000, vettura d'esordio di Pagani come Costruttore, equipaggiata con un motore V12 di 6 litri da 444 Cv firmato dalla Mercedes-AMG. Ci sarà una delle venticinque Zonda F Roadster prodotte, si tratta di un esemplare del 2005 con motore V12 di 7,3 litri da 641 Cv. Con lei una delle cinque Zonda Cinque Roadster del 2009, versione targabile del modello da pista R, accreditato di 669 Cv di potenza massima, caratterizzata da una carrozzeria in carbo-titanio. Della Zonda Tricolore del 2010, altra reginetta annunciata del concorso d'eleganza inglese, ne furono costruite solo tre unità: sviluppata da Pagani dall'esperienza accumulata con la Cinque, originariamente pensata dal patron come personal car, sfoggia una livrea ispirata alla pattuglia aerea acrobatica italiana delle Frecce Tricolori.

Da ultima, sfilerà tra i prati di Blenheim Palace anche l'esemplare unico Zonda 760 Oliver Edition del 2016, un'esclusiva one-off sviluppata sulla base della 760 RS per uno dei più importanti collezionisti delle vetture Pagani.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Meteorite sulla Sardegna, esplosione da 0,1 chilotoni

Il bolide viaggiava a 14 chilometri al secondo

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Meteorite sulla Sardegna, esplosione da 0,1 chilotoni (ANSA) Meteorite sulla Sardegna, esplosione da 0,1 chilotoni

Il meteorite che nella notte del 16 agosto ha illuminato il cielo della Sardegna e del Mediterraneo centro-occidentale e che è stato avvisato in Francia, Italia, Spagna, Svizzera e Tunisia era "così grande da rilasciare nell'atmosfera un'energia stimata di 0,1 chilotoni di TNT; è stato rilevato nelle indagini infrasuoni del Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Ctbto". Lo indica l'International Meteor Organization (Imo).


Mappa degli avvistamenti del bolide esploso sulla Sardegna il 16 agosto 2019 (fonte: IMO)

 

L'organizzazione scientifica intenazionale rileva inoltre che il "bolide" (termine tecnico per questo tipo di asteroidi) correva ad una velocità di 14 chilometri al secondo ed era largo circa 1,4 metri, che corrisponde a una massa superiore a 4 tonnellate.

Per il Planetario dell'Unione Sarda l'esplosione del bolide ha prodotto un'energia pari a 86 tonnellate di tritolo: una deflazione circa 400 volte più potente di quella prodotta nell'esplosione delle campate del Ponte Morandi di Genova.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Lo Stromboli in stato di apparente instabilità - VIDEO

Ingv, impossibile escludere nuove esplosioni

Scienza & Tecnica Terra & Poli
Chiudi Il vulcano Stromboli in attività (fonte: INGV) (ANSA) Il vulcano Stromboli in attività (fonte: INGV)

Dopo l'esplosione del luglio 2019, lo Stromboli "si è mantenuto in stato di apparente instabilità, con esplosioni di ampiezza media o alta nei crateri sommitali". Non si possono escludere in futuro altre esplosioni di questo tipo, perché "lo Stromboli è un vulcano in attività persistente e ciò determina la presenza di un rischio vulcanico costante": lo spiega Eugenio Privitera, direttore dell'Osservatorio etneo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) in un video sul sito dell'istituto.

Dall'esplosione del 3 luglio, che è stata tra le più forti registrate dal 1985, ossia da quando è attivo il sistema di monitoraggio del vulcano, "abbiamo assistito anche ad alcune piccole colate laviche per trabocco sulla parte medio-alta della sciara del fuoco - prosegue - e a piccole frane, con il rotolamento di blocchi incandescenti che finiscono in mare". Esplosioni come queste, dette parossistiche, sono sporadiche e "non sono prevedibili", né hanno "fenomeni precursori".

Da quando è stata installata la rete di monitoraggio sul vulcano "è la seconda volta - dice Provitera - che osserviamo questo tipo di fenomeno. C'è una piccola deformazione del suolo che è possibile riconoscere a posteriori e vedremo in futuro se potrà essere un precursore utile, anche se per una brevissima allerta".

Lo Stromboli è un vulcano in attività persistente: "ciò determina - ribadisce l'esperto - la presenza di un rischio vulcanico sempre costante, dovuto non solo all'attività esplosiva dei crateri sommitali, ma anche alla possibilità che possa franare la sciara del fuoco e come conseguenza vi sia uno tsunami sulle coste dell'isola". L'isola comunque "è bellissima - conclude Privitera - Godiamocela, tenendo però sempre in mente che c'è un rischio vulcanico da considerare".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Hongqi entra nel mercato delle automobili elettriche

Marchio di FAW Group realizza modello E-HS3 da 32-38mila dollari

Motori Eco Mobilità
Chiudi Hongqi E-HS3 (ANSA) Hongqi E-HS3

(ANSA-XINHUA) La casa automobilistica cinese FAW Group ha avviato la commercializzazione del primo modello elettrico del suo marchio iconico Hongqi per ritagliarsi una porzione del fiorente mercato dei veicoli a nuova energia in Cina. L'Hongqi E-HS3, un modello solo elettrico di sport utility vehicle, ha un prezzo compreso tra 225.800 yuan (circa 32.000 dollari), a 265.800 yuan (circa 38.600 dollari). Lo comunica la casa produttrice di automobili. Il nuovo modello ha un'autonomia di 407 chilometri in base al New European Driving Cycle, e necessita solo di 15 minuti per caricare la batteria dal 30% all'80%.

La prima auto di Hongqi ('Bandiera Rossa' in cinese), è stata realizzata nel 1958. Si tratta di uno dei marchi cinesi di berline iconiche, i cui veicoli sono stati utilizzati per sfilate in occasione di feste nazionali. Negli ultimi anni l'azienda ha esplorato attivamente il mercato dell'auto privata per contrastare le vendite poco brillanti, dovute in parte alla mancanza di nuovi modelli e concessionari. Nella prima metà di quest'anno, sono stati venduti più di 33.000 veicoli Hongqi, con un incremento del 255% rispetto all'anno precedente e una cifra superiore alle vendite totali del 2018. Xu Liuping, presidente del FAW Group, ha dichiarato che Hongqi presenterà fino a 17 nuovi modelli, tra cui diversi modelli elettrici, entro il 2025. Per espandere la rete di vendita, Hongqi ha costruito più di 100 centri di esperienza nelle principali città e regioni del Paese.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo

Avvistato raro banco delfini nel Santuario Pelagos

Circa 30 esemplari specie 'comune', prima volta da 30 anni

Ambiente & Energia Animali
Chiudi Avvistato raro branco delfini nel Santuario Pelagos (ANSA) Avvistato raro branco delfini nel Santuario Pelagos

 Per la prima volta dopo oltre trent'anni è stato avvistato, nel cuore del Santuario dei Cetacei Pelagos, a circa tre miglia al largo tra Sanremo e Bordighera, in provincia di Imperia, un branco di circa trenta delfini "comuni", che a dispetto del nome sono assai rari nel Mediterraneo e minacciati di estinzione. Insieme agli adulti c'erano anche alcuni piccoli, nati probabilmente un paio di mesi fa.

"In oltre trent'anni di monitoraggio in quest'area non avevamo mai avvistato un gruppo di questa specie, che in Mediterraneo ha subito un drastico declino negli ultimi decenni - afferma Sabina Airoldi, responsabile delle ricerche sui cetacei condotte dall'Istituto Tethys nel Santuario Pelagos -.

Gli unici avvistamenti erano di uno o due delfini comuni mescolati a grandi gruppi di stenelle striate, un altro delfino delle stesse dimensioni e molto abbondante in tutto il Mediterraneo". Le motivazioni del loro declino: "Non sono ancora chiare - spiega Airoldi - ma sicuramente la diminuzione delle prede, il degrado dell'habitat e le catture accidentali nelle reti da pesca giocano un ruolo fondamentale". Le uniche aree nei mari italiani dove il delfino comune è relativamente abbondante sono lo Stretto di Sicilia, quello di Messina e le acque antistanti l'isola di Ischia, ma anche in quest'ultima zona è stato registrato dai ricercatori di "Oceanomare Delphis" un declino numerico negli ultimi anni.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Leggi l'articolo completo