Ferrari 488 GTE EVO domina categoria alla 24 Ore di Le Mans

Vittoria numero 36 per il Cavallino, con V8 turbo da 500 Cv

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La Ferrari 488 GTE EVO numero 51 - guidata da Alessandro Pier Guidi, James Calado e Daniel Serra - della AF Corse ha vinto la 24 Ore di Le Mans 2019 nella categoria LM GTE Pro. E' la 36esima volta che una vettura del Cavallino passa vittoriosa alla bandiera scacchi di fine gara, la 27ma vittoria di classe che si va a sommare alla prestigiose 6 vittorie assolute, la prima delle quali proprio 70 anni quando Luigi Chinetti e Lord Selsdon dominarono la massacrante 24 ore al volante della 166 MM Barchetta Touring. Per la 488 GTE si tratta della prima vittoria in classe GTE-Pro nella classica francese, come del resto per i tre piloti dell'auto numero 51. La vittoria alla Ferrari e al team AF Corse mancava dalla stagione 2014, quando era stata ottenuta con Toni Vilander, Giancarlo Fisichella e Gianmaria Bruni. Podio anche in classe GTE-Am grazie alla 488 GTE di JMW Motorsport con Jeff Segal, Wei Lu e Rodrigo Baptista.

GTE-Pro. ''Come abbiamo sempre dichiarato - ha ricordato Antonello Coletta responsabile di Ferrari Attività Sportive GT - volevamo gareggiare a pari condizioni con gli avversari ed è quello che è successo in questa edizione della 24 Ore di Le Mans. Durante la gara siamo stati in grado di fare vedere quanto talento ci sia dentro la Ferrari e nello splendido gruppo di AF Corse.

Alessandro Pier Guidi, James Calado e Daniel Serra sono stati perfetti e hanno saputo massimizzare la strategia messa a punto splendidamente dai nostri tecnici e dagli uomini di Amato Ferrari (il titolare di AF Corse, solo omonimo della celebre Casa automobilistica e del grande Enzo / ndr). Sono estremamente orgoglioso, meritavamo di tornare a vincere questa gara nella classe GTE-Pro da un pezzo e averlo fatto a esattamente 70 anni dalla prima vittoria del 1949 è un ulteriore motivo di gioia.

Chiudiamo questa stagione con il sorriso sulle labbra, anche se ci dispiace per il ritiro della vettura 71, e siamo contenti per i risultati ottenuti in classe GTE-Am. Quanto abbiamo portato a casa oggi ci spinge a dare ancora di più in preparazione per la nuova stagione che prenderà il via a settembre''. La Ferrari 488 GTE è praticamente gemella della GT3 e viene realizzata convertendo questo modello di base con uno specifico kit aerodinamico. Costruita dalla Michelotto Automobili di Padova, monta un motore 4.0 V8 biturbo da 500 Cv GTE, mentre la 488 GT3 arriva a 550 Cv accoppiato al cambio trasversale XTrack.

Nella GTE - come nella GT3 - è presente uno splitter dalle notevoli dimensioni, rialzato al centro per convogliare i flussi nel diffusore posteriore mentre i flap laterali servono a canalizzare al meglio l'aria.

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Cina, in crisi mercato auto elettriche, crescono solo l'1,8%

Governo taglia sovvenzioni e boom del +300% resta un ricordo

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Dopo cinque anni di incentivi governativi, che secondo gli analisti hanno 'drogato' le vendite, il mercato dei veicoli elettrici ed elettrificati in Cina ha improvvisamente perso vigore. Va detto che, come per il prodotto interno lordo e per altri indicatori sullo sviluppo di quella grande economia, il segnale del calo non è dato dal segno meno ma soltanto dal passaggio a incrementi a una cifra rispetto alle precedenti due. Da un totale di 97mila unità, fra BEV e PHEV, vendute ad aprile (+18% rispetto allo stesso mese del 2018, in maggio - riporta Automotive News China - si è passati in maggio a 104mila unità, che rispetto all'anno precedente rappresentano però un incremento di appena l'1,8%. Un trend che si è, dunque, chiaramente invertito, se è vero che negli ultimi 3 anni la crescita delle immatricolazioni di BEV e PHEV era stata in media del 50% dopo il boom del settore, che aveva oltrepassato il +300% nei primi anni di applicazione degli incentivi, cioè il 2014 e il 2015.

I cinesi affrontano ora la riduzione fino al 70% delle sovvenzioni (varata alla fine di marzo) e il divieto, posto dal Governo centrale a quelli locali, di aiutare il mercato con altri provvedimenti. Ad essere più colpiti - sottolinea Automotive News China - sono gli acquisti di modelli 100% elettrici (l'80% del mix di elettrificati) che erano i più sovvenzionati. Prima del taglio degli incentivi, era possibile coprire fino a metà del prezzo del veicolo nel caso della provenienza di marche locali di fascia popolare. Le probabilità di un ritorno al passato - cioè ad un mercato elettrificato molto vivace - sono ridotte, dato il rallentamento dell'economia nazionale e la determinazione di Pechino di eliminare gradualmente il programma di sussidi per BEV e PHEV entro la fine del 2020. Per contro la produzione di modelli elettrificati è in continua crescita - in maggio +17% a 112mila unità - e questo potrà probabilmente essere compensato in parte dall'aumento delle esportazioni, un canale che potrebbe evitare il disastro delle aziende cinesi che hanno puntato solo sull'elettrico.

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WRC: Budar (Citroen), per Ogier lotta a tre con Tanak e Neuville

Parla il direttore del team francese: Sardegna tappa difficile

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''Non è il risultato che speravamo. Non possiamo biasimare Sebastien e Julien per i loro errori. E comunque hanno fatto un ottimo lavoro sul Power Stage, mostrando ancora una volta il loro incredibile spirito combattivo''. Così il direttore di Citroen Racing, Pierre Budar, commentando la prestazione dei suoi equipaggi nella tappa italiana del WRC. ''Esapekka e Janne hanno avuto una prima metà deludente del primo giorno e sfortunatamente, questo ha avuto un effetto a catena sul resto del loro weekend. In Sardegna, è uno svantaggio quasi impossibile da superare. Tuttavia, sono riusciti a far fronte in modo intelligente alla frustrazione, arrivando al traguardo. Ora torneranno in pista in Finlandia, dove sappiamo che hanno sicuramente il potenziale per fare molto bene'' ha poi aggiunto. ''Il campionato rimane molto aperto. Continueremo a schierare tutte le nostre forze nella battaglia! Stiamo provando e una cosa è certa, raddoppieremo i nostri sforzi per cercare di fornire ai nostri piloti le migliori armi possibili per la seconda metà della stagione'' ha aggiunto Budar.

Parlando poi del campionato generale ha sottolineato: ''Ogier è ancora al top. Tra gli avversari più temibili per questo campionato citerei Tanak e Neuville mentre vorrei sottolineare le ottime prestazioni di Ostberg su C3 R5 nel WRC2''. Infine, a chi gli chiede il motivo per cui si è scelto di competere nel campionato con sole due vetture, precisa: ''Abbiamo deciso di investire tutte le nostre energie e competenze su due auto. Mettiamo la maggior parte delle risorse nello sviluppo di queste vetture senza alcuna rinuncia''. Una battuta finale, poi su Lappi, pilota dal quale forse ci si aspettava qualcosa in più: ''È un ragazzo molto giovane, nuovo per il team e nuovo anche per la vettura che guida. Ha mostrato al momento ottime qualità ma occorre sempre migliorare. Vediamo cosa sarà in grado di fare il prossimo anno''.

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WRC Sardegna, trionfa Sordo su Hyundai: guai per Ogier

Il francese su C3 WRC conquista punti nella Power Stage

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È stato un rally pieno di sorprese e colpi di scena quello che si è disputato la scorsa settimana in Sardegna. La tappa italiana del WRC è stata combattutissima fino alla fine quando è arrivato, al di là di ogni aspettativa, il trionfo di Sordo su Hyundai i20 WRC. Spodestato il favorito Tanak e già fuori dai giochi, dopo la prestazione di venerdì, il campione francese Sebastian Ogier su C3 WRC che durante le prove si era schiantato contro una roccia, errore che gli è costato il ritiro dalla gara venerdì e la ripresa sabato, giornata in cui si è verificato un altro incidente per l'equipaggio di Citroen Racing. Sébastien Ogier e Julien Ingrassia hanno comunque confermato ancora una volta di essere concorrenti agguerritissimi sul Power Stage, conquistando il secondo miglior tempo e quattro punti bonus. Nel frattempo, Esapekka Lappi e Janne Ferm sono arrivati ​al traguardo in settima posizione, avendo gestito le ultime due tappe in modo ammirevole.

Dopo aver commesso un errore nel primo giorno (SS5) mentre tentavano di minimizzare il maggiore svantaggio di correre prima sulle strade della Sardegna, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia - rientrati secondo le regole del Rally 2 nella partita di sabato - erano concentrati sulla conquista di alcuni punti bonus sul Sassari - Argentiera Power Stage durante la tappa finale di domenica (41,90 km). Ancora una volta mostrando il loro spirito combattivo, i sei volte campioni del mondo francesi hanno ottenuto quattro punti, il che significa che ora si trovano al secondo posto nella classifica del mondiale, a quattro punti dal nuovo leader.

Pur non essendo all'altezza delle aspettative della Citroën Total World Rally Team per questo round, il risultato significa che quando il campionato riprenderà dopo la pausa estiva, affronteranno le strade in Finlandia (1-4 agosto) che sono già state pulite da un concorrente. L'imminente pausa sarà usata indubbiamente dall'Armata Rossa per raddoppiare i suoi sforzi in preparazione per la seconda metà della stagione.

Nonostante una posizione tutt'altro che ideale nell'ordine di marcia di sabato, Lappi e Ferm sono riusciti invece a produrre una prestazione costante e priva di errori il secondo giorno e hanno recuperato la settima posizione quando uno gli altri equipaggi ha subito una foratura. Hanno concluso la tappa finale nello stesso posto. Questa gara, gestita in modo intelligente una volta che non erano più in grado di esprimersi pienamente, li aiuterà indubbiamente a iniziare il prossimo evento, il loro turno di casa in Finlandia, nella migliore forma possibile. La classifica finale del rally di Sardegna ha visto il trionfo di Sordo-Del Barrio (Hyundai i20 WRC), seguiti dalla coppia Suninen-Lehtinen (Ford Fiesta WRC) e Mikkelsen-Jaeger du Hyundai i20 WRC. La classifica piloti vede Ogier al secondo posto alle spalle di tana mentre in quella costruttori si registra il dominio di Hyundai a 242 punti, seguita da Toyota a 198.

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Viadotto E45: pm Arezzo, altri 10 giorni per super-perizia

Dopo sopralluoghi consulente riprenderanno i lavori alla strada

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Servono ancora 10 giorni per completare la superperizia sulla E45 richiesta dal giudice Piergiorgio Ponticelli e poi potranno riprendere i lavori sul viadotto Puleto, che rimase chiuso completamente per un mese da metà gennaio a metà febbraio scorsi per motivi di sicurezza e che attualmente è percorribile solo per i mezzi leggeri, a una velocità massima di 40 chilometri orari. Lo ha assicurato il procuratore di Arezzo Roberto Rossi dando assicurazioni ai sindaci, quelli di Sansepolcro, Pieve Santo Stefano, San Giustino Umbro e Città di Castello (Perugia) e Bagno di Romagna (Forlì Cesena).
    Il consulente della procura, Claudio Modena, ha chiesto dieci giorni per completare i sopralluoghi finalizzati alla verifica delle condizioni del viadotto. Una volta terminati, quindi entro la fine di giugno, Anas potrà riprendere i lavori per riaprire il tratto anche, almeno in parte, ai mezzi pesanti.
    "Siamo molto preoccupati per la chiusura che ha causato pesanti danni sia al turismo e alle attività commerciali e industriali - ha detto il sindaco di Sansepolcro, Mauro Cornioli - la speranza è che entro i dieci giorni previsti i lavori possano riprendere e la situazione si sblocchi".
    Invece, parlando del rifacimento di 5 km che, al momento, interrompono la ex statale Tiberina 3 bis, unica alternativa alla E45 attualmente impraticabile in coincidenza con il tratto del viadotto Puleto, Claudio Marcelli, sindaco di Pieve Santo Stefano (Arezzo), ha detto: "Se la situazione non si sblocca toccherà al sindaco di Pieve Santo Stefano farlo con un'ordinanza ad hoc". Quei 5 km, al momento, interrompono la ex statale Tiberina 3 bis e ad aprile era stato annunciato che l'Anas aveva completato la progettazione esecutiva per il ripristino del tratto stradale nel territorio di Pieve Santo Stefano. Inoltre era stato confermato che il procedimento per il ritorno alla competenza statale della Tiberina 3 bis era partito. Ma "risulta che sia stato chiesto pure un sopralluogo archeologico sul tratto. Una situazione - ha concluso Marcelli - che non può andare avanti e che toccherà risolvere al Comune".
   

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In aumento infezioni da zecche, cambiamento clima tra le cause

La tecnologia è oggi un alleato prezioso per la cura tempestiva

Salute & Benessere Sanità
Chiudi In aumento infezioni da zecche, cambiamento clima tra le cause (ANSA) In aumento infezioni da zecche, cambiamento clima tra le cause

Aumentano in Italia i casi di infezioni da zecche e la causa sta anche nei cambiamenti climatici portatori di un aumento delle temperature. Infezioni spesso difficili da diagnosticare, ma le tecnologie sono un alleato prezioso per la cura tempestiva. Il monito arriva dagli esperti in occasione del convegno internazionale 'Giornate infettivologiche Luigi Sacco 2019' a Milano.

Proprio per l'aumento delle temperature, le zecche si trovano adesso a latitudini ed altitudini più elevate rispetto al passato e sono presenti in aree geografiche come, ad esempio, il nord est Italia (Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Trento, Bolzano), dove sono stati rilevati casi di borelliosi di Lyme ed encefalite da zecche Tbe (per il cui monitoraggio dal giugno 2018 è stato attivato un piano di sorveglianza nazionale). La Tbe "è una grave malattia del sistema nervoso centrale che può causare morte o danni neurologici permanenti. Le segnalazioni in Europa sono aumentate del 400% dall'ultimo quarto del secolo scorso. Nel 2016, I casi di Tbe confermati in Europa sono stati 2.674 e gran parte delle segnalazioni vengono da Austria, Repubblica Ceca e Slovenia, ove la vaccinazione è raccomandata per tutta la popolazione.

Gli ospiti naturali del virus sono roditori selvatici, mentre l'uomo è infettato accidentalmente dalle zecche provenienti dai roditori", spiega Massimo Galli, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit). Il periodo considerato a rischio va da aprile a ottobre, ma l'allungamento dei periodi con alte temperature può estenderlo ulteriormente. Riconoscere l'encefalite da zecche, tuttavia, non è semplice poichè i sintomi d'esordio (febbre, cefalea) non sono facilmente distinguibili da quelli di altre patologie. La tecnologia può però aiutare nel velocizzare i tempi della diagnostica. Un nuovo test di diagnostica molecolare (Rt-Pcr) su un solo campione di materiale biologico, ad esempio, può individuare la presenza di uno dei sette agenti patogeni collegabili al morso di una zecca in un paio d'ore.

Attraverso le informazioni ottenute sequenziando il Dna, inoltre, sottolinea Carlo Roccio, componente del comitato ricerca, sviluppo e innovazione di Federchimica, "si può tipizzare il microrganismo differenziando quelli con differente risposta alle terapie o con maggior virulenza".
   

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In aumento infezioni da zecche, cambiamento clima tra le cause

La tecnologia è oggi un alleato prezioso per la cura tempestiva

Ambiente & Energia Clima
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Aumentano in Italia i casi di infezioni da zecche e la causa sta anche nei cambiamenti climatici portatori di un aumento delle temperature. Infezioni spesso difficili da diagnosticare, ma le tecnologie sono un alleato prezioso per la cura tempestiva. Il monito arriva dagli esperti in occasione del convegno internazionale 'Giornate infettivologiche Luigi Sacco 2019' a Milano.

Proprio per l'aumento delle temperature, le zecche si trovano adesso a latitudini ed altitudini più elevate rispetto al passato e sono presenti in aree geografiche come, ad esempio, il nord est Italia (Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Trento, Bolzano), dove sono stati rilevati casi di borelliosi di Lyme ed encefalite da zecche Tbe (per il cui monitoraggio dal giugno 2018 è stato attivato un piano di sorveglianza nazionale). La Tbe "è una grave malattia del sistema nervoso centrale che può causare morte o danni neurologici permanenti. Le segnalazioni in Europa sono aumentate del 400% dall'ultimo quarto del secolo scorso. Nel 2016, I casi di Tbe confermati in Europa sono stati 2.674 e gran parte delle segnalazioni vengono da Austria, Repubblica Ceca e Slovenia, ove la vaccinazione è raccomandata per tutta la popolazione.

Gli ospiti naturali del virus sono roditori selvatici, mentre l'uomo è infettato accidentalmente dalle zecche provenienti dai roditori", spiega Massimo Galli, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit). Il periodo considerato a rischio va da aprile a ottobre, ma l'allungamento dei periodi con alte temperature può estenderlo ulteriormente. Riconoscere l'encefalite da zecche, tuttavia, non è semplice poichè i sintomi d'esordio (febbre, cefalea) non sono facilmente distinguibili da quelli di altre patologie. La tecnologia può però aiutare nel velocizzare i tempi della diagnostica. Un nuovo test di diagnostica molecolare (Rt-Pcr) su un solo campione di materiale biologico, ad esempio, può individuare la presenza di uno dei sette agenti patogeni collegabili al morso di una zecca in un paio d'ore.

Attraverso le informazioni ottenute sequenziando il Dna, inoltre, sottolinea Carlo Roccio, componente del comitato ricerca, sviluppo e innovazione di Federchimica, "si può tipizzare il microrganismo differenziando quelli con differente risposta alle terapie o con maggior virulenza".
   

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Chef stellato Accursio apre L'Osteria, è omaggio alla tradizione

Nuovo locale aprirà il 20 giugno nel cuore di Modica

Terra & Gusto In breve
Chiudi Lo chef Accursio Craparo (ANSA) Lo chef Accursio Craparo

ROMA - Dagli spaghetti con le vongole, agli involtini di pesce spada, dal pollo al forno con le patate, al macco di fave. Un luogo dove i sapori del mare incontrano quelli della terra e le origini della memoria gastronomica, la dimensione autentica del gusto e del convivio. E' l'idea che dà vita a Radici, l'Osteria di Accursio Craparo, che aprira' il 20 giugno nel cuore del centro storico di Modica (Ragusa) in Sicilia, a pochi passi da Accursio Ristorante, stella Michelin dal 2016, nei pressi del Duomo di San Pietro, patrimonio dell'Unesco. "Se abbiamo immaginato Accursio Ristorante come una vera e propria casa, questa lo sarà ancor di più, e in modo trasversale. Lo sarà attraverso l'atmosfera, sobria e informale - spiega lo chef Accursio Craparo - e lo sarà soprattutto grazie alla cucina: vogliamo che in questo spazio il cibo e il vino si facciano occasione di incontro, di condivisione informale, di divertimento".

Da qui, la scelta di un menu fortemente legato ai piatti del cuore, della memoria e del territorio, che se da sempre rappresentano la principale ispirazione di Accursio Craparo.

Dal macco di fave all'immancabile parmigiana di melanzane, dagli spaghetti con le vongole agli involtini di pesce spada, dalle arancine di riso alle polpette di carne, senza escludere i grandi classici della tavola della domenica, dal pollo al forno con le patate alla pizzaiola di pesce.

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Non solo mare Ustica svela tesori di terra, la lenticchia

Dal 26/6 "Anticchia i Linticchia" celebra presidio Slow Food

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ROMA - La prima riserva marina italiana, Ustica, celebra anche i tesori isolani di terra. Dal 26 Giugno al 2 Luglio si svolgerà la manifestazione gastronomica "Anticchia i Linticchia". Una iniziativa che mira a far scoprire il lato inedito di Ustica, famosa per il suo mare, ma che nasconde uno scrigno di prodotti figli di una lunghissima tradizione agricola, di cui la lenticchia presidio Slow Food rappresenta il fiore all'occhiello. A piedi, catturando immagini della suggestiva fioritura, si potranno scoprire sentieri e siti archeologici. L'appuntamento, che prevede anche degustazioni, escursioni in barca, snorkeling e attività per i bambini, è realizzato dall'Associazione Turistica visitustica.it e dalla Condotta Slow Food Isole slow siciliane con la collaborazione del Comune di Ustica e del Museo civico archeologico.

L'isola di Ustica, dalla fertile terra vulcanica, venne colonizzata da contadini eoliani e ha avuto un'economia esclusivamente agricola fino all'avvento del turismo negli anni '60, determinando un paesaggio rurale ancora ben evidente.

Nonostante il passaggio a un economia turistica, "l'agricoltura - sottolinea Margherita Longo, proprietaria di un agriturismo con vigna associato a visitustica.it - non è mai stata abbandonata e sta rivivendo una nuova stagione grazie soprattutto al progetto della lenticchia di Ustica, presidio Slow Food, che ha favorito la rimessa in coltura di terreni abbandonati e il proseguimento generazionale delle attività di numerose aziende agricole". Il legame con la tradizione e la necessità di adattarsi a un territorio ostico fatto di piccoli appezzamenti che non permette l'uso di sistemi estensivi, ha fatto si che l'agricoltura usticese rappresenti un esempio di pratiche sostenibili rispettose dell'ambiente e del paesaggio, permettendo di preservare uno scrigno di biodiversità costituito da numerosissime varietà tradizionali di frutta, ortaggi e legumi. La produzione agricola locale insieme al pescato sono gli ingredienti alla base della ristorazione usticese, che si distingue per i piatti a base di ortaggi dell'orto prodotti sull'isola, una perla nera nel mare a Nord di Palermo.(ANSA).

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L'intelligenza artificiale riconosce i baci nei film

Il sistema potrebbe essere usato nella videosorveglianza

Scienza & Tecnica Tecnologie
Chiudi Olivia Newton John e John Travolta, 'Grease' 1978  (fonte: Classic Film)  (ANSA) Olivia Newton John e John Travolta, 'Grease' 1978 (fonte: Classic Film)

L'intelligenza artificiale ha imparato a riconoscere i baci nei film, a partire da quelli inquadrati in rapidissime sequenze, di circa 10-20 secondi.

Non è una curiosità, ma la prova di principio per poter utilizzare il sistema in tante applicazioni, dalla videosorveglianza, in modo da analizzare velocemente i filmati, alle auto senza pilota, per potenziare le loro videocamere al fine di riconoscere meglio l'ambiente circostante. Il risultato, pubblicato su sito Arxiv e reso noto dalla rivista del Massachusetts Institute of Tecnology (Mit), Technology Review, si deve ad Amir Ziai, che al momento della ricerca era studente all'università americana di Stanford e ora lavora presso Netflix.

Per addestrare un algoritmo di apprendimento automatico, Ziai ha selezionato 100 film nei quali sono presenti scene di baci della lunghezza compresa tra 10 e 20 secondi. Ha quindi estratto immagini e audio per ogni secondo di ogni scena e li ha utilizzati per addestrare il sistema che è stato in grado di identificare le scene con un alto livello di precisione.

Lo studio mostra quanto possano essere avanzati questi sistemi nell'analisi di azioni specifiche nei filmati e questo è molto importante in molti ambiti a partire dalla videosorveglianza, considerando che anche il Dipartimento di Giustizia ha affermato che per l'uomo visionare questi filmati è "noioso e ipnotico" e che l'attenzione svanisce dopo circa 20 minuti.

Tuttavia, l'Aclu (American Civil Liberties Union), l'organizzazione non governativa che difende diritti civili e libertà individuali negli Usa, in un rapporto lancia l'allarme proprio sull'uso dei robot nella videosorveglianza, immaginando scenari da 'Grande Fratello'. Il rapporto sottolinea che questo è un altro esempio di una situazione in cui i tecnologi dovrebbero pensare alle conseguenze del loro lavoro perché le telecamere di videosorveglianza potenziate dall'intelligenza artificiale potrebbero essere usate per scrutare le routine e le azioni degli individui su una scala enorme.

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Nei melograni una sostanza anti-aging per i muscoli

Testata con successo su anziani, contrasta la perdita di massa e forza

Salute & Benessere Alimentazione
Chiudi melograni (ANSA) melograni

  Una sostanza estratta dai melograni ha dimostrato i suoi effetti anti-aging in un trial clinico di fase uno, i cui risultati sono apparsi sulla rivista Nature Metabolism. Lo studio è stato condotto al Politecnico di Losanna ( École polytechnique fédérale de Lausanne) e mostra che l''urolitina A' (presente in melograni e da altra frutta) potrebbe rallentare l'invecchiamento muscolare e la perdita di forza e massa muscolare tipica della terza età.
    L'Urolitina A era stata testata in precedenza su animali (vermetti e topolini) dimostrandone la capacità di aumentare longevità e forza muscolare rispettivamente.
    In questa sperimentazione la molecola è stata somministrata in tre dosi diverse per 28 giorni a tre gruppi di anziani, sedentari ma in buona salute, mentre un quarto gruppo ha ricevuto una sostanza placebo. L'urolitina A si è dimostrata sicura a tutte le dosi e gli esperti hanno visto che, a livello muscolare, la molecola stimola l'aumento della 'biogenesi' dei mitocondri, ossia il normale ricambio di questi organelli - le centraline elettriche delle cellule - che sono fondamentali per la contrazione muscolare. Via via che i mitocondri diventano difettosi vengono sostituiti da organelli nuovi, ma questo ricambio rallenta fisiologicamente con l'età e anche con la sedentarietà, portando a perdita di massa muscolare fino a sarcopenia (un disturbo che colpisce gli anziani). L'effetto prodotto dalla molecola dei melograni è compatibile con quello normalmente indotto da una regolare attività fisica, che spesso l'anziano ha difficoltà a svolgere.
    Gli esperti, che hanno formato la spin-off Amazentis in seno all'EPFL, sperano di portare presto l'urolitina A sul mercato e di rivelare altri vantaggi per la salute umana nascosti in questa molecola. 
   

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Nuova supercar i9, per svelarla Bmw l'ha fatta a pezzi

Le uniche foto ufficiali di Demand ritraggono 4 dettagli

Motori Prove e Novità
Chiudi Nuova supercar i9, per svelarla Bmw l'ha fatta a pezzi (ANSA) Nuova supercar i9, per svelarla Bmw l'ha fatta a pezzi

Una vera kermesse delle attività e della visione del Gruppo Bmw per il futuro della mobilità: il menù dell'imminente evento #Next Gen Bmw (25 - 27 giugno a Monaco di Baviera) continua ad arricchirsi, e incredibilmente solo di 'piatti principali'. E' il caso dell'inedita supercar 100% elettrica i9 che dovrebbe sostituire la 'ibrida' i8 e spostare ancora più in alto il posizionamento della Casa tedesca nella 'nicchia' delle sportive ad emissioni zero, già ricca di protagonisti di grande livello, che dovrebbe rispondere alla crescente domanda di modelli ad altissime prestazioni, soprattutto nell'accelerazione da fermo. L'aspetto della Bmw i9 è stato anticipato del magazine specializzato britannico Autocar, che ha ricostruito con un bozzetto il probabile aspetto definitivo. A questo la stessa azienda di Monaco ha però 'aggiunto' un pregevole puzzle di quattro immagini ufficiali, dedicate al modello Vision M Next che sarà svelato durante il grande evento del Gruppo. Ad arricchire di valore artistico questi 'dettagli' ha provveduto il fotografo Thomas Demand che ha riprodotto alcuni dei dettagli della vettura senza svelarli completamente. Questa non è la prima volta che Demand e Bmw lavorano assieme dato che nel 2000 la Casa di Monaco commissionò all'artista di creare un pezzo per la prestigiosa collezione AutoWerke, che vedeva 28 autori di fama internazionale tra cui Candida Hoefer, Wolfgang Tillmans, Thomas Struth e Demand stesso rivolgere le loro attenzioni ai temi dell'auto e della mobilità. ''Come molti artisti sono affascinato da cose che non abbiamo mai visto prima, immagini ancora da scoprire - ha commentato Demand - sono stato quindi felice di accettare l'invito di Adrian van Hooydonk e della sua squadra. Lo studio M Next è un veicolo estremamente complesso il cui design radicale si estende oltre la descrizione del lavoro di un modello quotidiano. Un concetto come questo rappresenta un'opportunità molto interessante per me per trasportare queste idee e forme future nella coscienza del pubblico''.

Bmw M Next - si legge nella nota della Casa - dimostra come la tecnologia può essere imbrigliata per migliorare il piacere di guida. Nella nuova era della mobilità, le tecnologie intelligenti alimenteranno la dinamica di marcia e la persona al volante diventerà il guidatore definitivo. ''Quando sveliamo un nuovo veicolo - ha detto Adrian van Hooydonk, vicepresidente senior di Bmw Group Design - ci sono in gioco una miriade di punti di vista. Questa volta abbiamo adottato un nuovo approccio presentando una selezione di opere d'arte prima della presentazione della vettura. Le foto sono affascinanti e raccontano la storia del veicolo. Sono molto vicini al nostro Bmw M Vision eppure completamente astratti, pura arte. Diventeranno tangibili solo quando si potrà guardare l'auto completa''.

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Dl crescita: ecoincentivi estesi a tutte moto, motorini, microcar e 'tricicli'

Per acquisto ibridi o elettrici con rottamazione euro 0, 1, 2 e 3

Motori Norme e Istituzioni
Chiudi Dl crescita: ecoincentivi estesi a tutte moto, motorini, microcar e 'tricicli' (ANSA) Dl crescita: ecoincentivi estesi a tutte moto, motorini, microcar e 'tricicli'

Si amplia a tutte le moto, i motorini, le microcar e i 'tricicli' l'ecoincentivo per acquisti di elettrici o ibridi introdotto per le due ruote con la manovra. Lo prevede un emendamento M5S al decreto Crescita riformulato e approvato alla Camera. Si potrà usufruire del 30% di sconto fino a un massimo di 3mila euro per gli acquisti di veicoli L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e ed L7, senza più limiti di potenza (prima era di 11 kw) e portando in rottamazione vecchi veicoli euro 0, 1, 2 e 3 (prima era euro 2). Possibile rottamare anche i mezzi di "familiari conviventi".
   

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Dl crescita: ecoincentivi estesi a tutte moto, motorini, microcar e 'tricicli'

Per acquisto ibridi o elettrici con rottamazione euro 0, 1, 2 e 3

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Si amplia a tutte le moto, i motorini, le microcar e i 'tricicli' l'ecoincentivo per acquisti di elettrici o ibridi introdotto per le due ruote con la manovra. Lo prevede un emendamento M5S al decreto Crescita riformulato e approvato alla Camera. Si potrà usufruire del 30% di sconto fino a un massimo di 3mila euro per gli acquisti di veicoli L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e ed L7, senza più limiti di potenza (prima era di 11 kw) e portando in rottamazione vecchi veicoli euro 0, 1, 2 e 3 (prima era euro 2). Possibile rottamare anche i mezzi di "familiari conviventi".
   

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Da Milano a Catania, 5 piatti finalisti per il Premio Marietta

Cuochi amatoriali si sfidano con ricette ispirate all'Artusi

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BOLOGNA - Nella vita fanno altro ma per un giorno si ritroveranno tutti a fare la stessa cosa: cucinare e provare a conquistare un ambito premio con una ricetta ispirata al manuale di cucina dell'Artusi. Sono i cinque provetti cuochi finalisti del Premio Marietta, impegnati a Forlimpopoli domenica 23 giugno.

I finalisti arrivano da tutta Italia: Angela Allegra casalinga, residente a Catania, presenta i 'Maccheroni freschi al profumo di finocchietto con sugo di alici'; Giuseppe Bonometti, pensionato di Flero (Brescia) cucina 'Mereconde non mareconde'; Maria Teresa Forzoni, dipendente pubblica di Arezzo, li sfida con 'Il parmigiano non è previsto'; Roberto Gracci, serramentista di Massarosa (Lucca), prepara i 'Cappelletti lucchesi in riviera'; Claudio Segreto, impiegato amministrativo di Milano, arriva con la sua 'Pasta alla grassa secondo Francesca'.

Le ricette finaliste, ispirate al celebre manuale artusiano 'La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene', saranno preparate direttamente nella scuola di cucina per poi essere vagliate da una giuria presieduta da Verdiana Gordini, presidente dell'Associazione delle Mariette. La premiazione è in programma nella serata di domenica 23 giugno alle ore 21 a Casa Artusi. Nell'occasione saranno consegnati anche i Premi Marietta ad honorem in questa edizione a Maurizio Camiletti, Rossella Reali, Carlo Cambi.

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Alpine, debutta l'A110S sportiva biposto da 292 cv

Motore centrale posteriore e finiture scure a bordo

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È l'A110S l'ultima nata in casa Alpine che si posiziona al fianco dell'A110 Pure e dell'A110 Légende. Sportività e stile deciso la posizionano al top della gamma A110 e si distingue dalle altre versioni per una potenza più elevata, per la configurazione specifica del suo telaio e per elementi di design raffinati. Questa sportiva biposto, con motore in posizione centrale posteriore, eroga 292 cv per un peso contenuto di 1.114 kg.

Semplice da guidare, l'A110S assicura un'esperienza di guida piacevole a tutte le velocità.

Con un prezzo a partire da 66.500 euro (per il mercato francese), è già possibile ordinare l'A110S. Le prime auto saranno disponibili negli showroom a ottobre e l'inizio delle consegne è previsto entro la fine dell'anno. Elementi caratteristici del design esterno, sono il badge bandiera sui montanti posteriori in fibra di carbonio e arancione, il nome Alpine in cromo nero, le pinze freno arancioni e i cerchi 'GT Race' specifici con finiture scure, accentuano il carattere sportivo del veicolo. Nell'abitacolo, le cuciture arancioni sostituiscono quelle blu che caratterizzano le altre versioni dell'A110. Il rivestimento in Dinamica nero per il tetto, le alette parasole e i pannelli interni delle porte, sottolineano perfettamente l'irriducibile personalità della nuova versione. I sedili Sabelt, a loro volta rifiniti in Dinamica, pesano singolarmente solo 13,1 kg. Il volante è rivestito in pelle e Dinamica con marcatura a ore 12 e cuciture arancioni. Chi acquisterà un'A110S avrà la possibilità di scegliere in opzione il tetto in fibra di carbonio. Dal settaggio delle sospensioni alla taratura del controllo di stabilità, dall'assetto delle ruote alla composizione e costruzione dei pneumatici, il telaio dell'A110S è stato ottimizzato per offrire un'esperienza di guida intensa. L'A110S si avvale della stessa carrozzeria in alluminio superleggera e compatta comune a tutte le A110, ma la configurazione unica del suo telaio conferisce alla nuova versione un carattere dinamico e distintivo. Gli ammortizzatori sono stati regolati di conseguenza. Le barre antirollio - che sono cave per ridurre il peso al minimo - sono più stabili del 100%. Con un incremento di potenza pari a 40 cv rispetto alle precedenti versioni dell'A110, l'A110S si attesta come il modello più veloce e potente della gamma. Il motore 1,8 litri 4 cilindri rimane, ma la pressione di sovralimentazione del turbo aumenta di 0,4 bar per migliorare la performance. La potenza massima di 292 cv si raggiunge a 6.400 giri/minuto, circa 400 giri/minuto in più nell'arco dei giri rispetto alle altre versioni. La coppia, che si attesta a 320 Nm, è disponibile da 2.000 a 6.400 giri/minuto, quindi 1.400 giri/min. in più rispetto al motore da 252 cv. La nuova potenza motore conferisce all'A110S un rapporto peso/potenza di 3,8 kg/cv, migliore rispetto ai 4,3 kg/cv delle altre versioni. È inoltre in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 4,4 secondi.

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Vini rossi toscani leader export, superano Veneto e Piemonte

Busi (Consorzio Vino Chianti), contano dimensione e strategia

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ROMA - Crescono le esportazioni di vini rossi Dop della Toscana, soprattutto nei Paesi extra Ue. Un aumento in molti casi superiore alla media nazionale: dal 2013 al 2018 l'export ha fatto registrare un più 17% negli Usa (più 12% il dato nazionale) e ben +47% in Svizzera (è del 16% la crescita italiana). E le vendite all'estero dei rossi made in Tuscany superano Veneto e Piemonte. E' quanto emerge dalla ricerca Wine Monitor Nomisma per Consorzio Vino Chianti presentata oggi a Roma presso la sede del Mipaaft. La Toscana conquista la vetta della classifica per valore dei vini rossi esportati rispetto a quelli veneti e piemontesi nei principali mercati, compresi Giappone e Cina, con un valore nel 2018 pari rispettivamente a 14,2 milioni di euro e 10 milioni di euro.

"La Toscana ha una grande denominazione e sui mercati esteri è più facile arrivare se si fa massa critica'' ha detto Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti. "Noi rappresentiamo 2800 aziende, oltre l'80% delle realtà e questo è un grande riconoscimento - ha sottolineato Busi - della base produttiva al nostro lavoro. Il Chianti schiera 100 milioni di bottiglie, sugli scaffali già loro si fanno pubblicità. La fotografia dell'export, che grazie all'accordo di libero scambio Ue-Giappone ci vedrà tornare a breve da protagonisti nel Sol Levante, ci da' la misura e l'importanza che i vini Dop toscani hanno sul mercato internazionale e su cui costruire un programma di promozione e valorizzazione lungimirante e strategico. Proprio per consolidare la posizione acquisita e dare nuovo slancio abbiamo avviato la Chianti Academy, la prima scuola dedicata a professionisti del settore per diventare esperti del vino Chianti Docg già avviata in Cina e ora anche in America Latina. La nostra produzione è in crescita, le nostre attività di marketing puntano ai nuovi mercati del Sud-Est Asiatico e del Sudamerica, ma servirebbero accordi bilaterali per entrarci a dazi zero".

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Eterologa, Consiglio di Stato pone limite a età donatori e numero ovociti

A tutela della salute anche del nascituro

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Chiudi Un embrione visto al microscopio (ANSA) Un embrione visto al microscopio

Dal Consiglio di Stato limiti sull'età dei donatori e sul numero di ovociti per quanto riguarda la fecondazione eterologa. Nel dare il via libera al regolamento con cui sono state recepite in Italia alcune direttive europee anche sulla donazione di cellule riproduttive per la procreazione eterologa, il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole dettando alcune prescrizioni sull'età dei donatori ed il numero di ovociti ulteriori a tutela della salute dei donatori e del nascituro.

In particolare il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario che siano indicati nel regolamento i limiti di età per la donazione, differenziati per la donna e per l'uomo, sia per prevenire patologie del nascituro legate all'età del genitore genetico ma anche sul presupposto che l'età del donatore, o della donatrice, possa influire sull'esito positivo della tecnica utilizzata e conseguentemente esporre, per l'ipotesi di esito non favorevole, la coppia alla necessità di altri tentativi con i relativi pregiudizi per la salute psico-fisica.

Il Consiglio ha ritenuto indispensabile che venga inserito nel regolamento un limite quantitativo alla donazione degli ovociti e dei gameti maschili per limitare le nascite di bambini portatori (anche solo in parte) del medesimo patrimonio genetico. Ciò per scongiurare il rischio di consanguineità tra i nati con il medesimo patrimonio genetico della donatrice, o del donatore, e per ridurre il numero di stimolazioni ormonali cui può sottoporsi la donna per donare gli ovociti con conseguente pregiudizio per la sua salute. Infine il Consiglio ha ritenuto indispensabile che tali limiti (di età e quantitativi) siano verificati con cadenza periodica.
   

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Giornata mondiale della desertificazione, anche l'Italia colpita

Indetta dall'Onu il 17/6. Sardegna e Regioni del sud a rischio

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(ANSA) - ROMA, 17 GIU - Oggi, lunedì 17 giugno, è la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione, indetta nel 1995 dalle Nazioni Unite per ricordare l'adozione a Parigi il 17 giugno 1994 della Convenzione per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD). Il tema adottato quest'anno è "Facciamo crescere il futuro tutti insieme". L'evento globale si terrà in Turchia, ad Ankara. dal 17 al 19 giugno. Per l'Italia parteciperà un ricercatore dell'Ispra (il centro studi del Ministero dell'Ambiente) con una ricerca sul biomonitoraggio del suolo.

Anche il nostro paese è a rischio desertificazione. Secondo Legambiente, le regioni più esposte sono Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La situazione è particolarmente grave in Sardegna, dove il pericolo desertificazione riguarda ben il 52% del territorio regionale, di cui l'11% già colpito.

Secondo uno studio dell'UNCCD, perdiamo 24 miliardi di tonnellate di terra fertile ogni anno e 15 miliardi di alberi ogni ora. Un miliardo e mezzo di persone traggono il loro sostentamento da terreni che sono a rischio desertificazione. Le pratiche considerate non sostenibili sono le monocolture, l'uso di sostanze chimiche e il pascolo eccessivo. 

La Giornata è l'occasione per analizzare le azioni promosse nell'ambito della Convenzione e i progressi dei 197 paesi membri nella gestione sostenibile del territorio. Obiettivo della Convenzione è mitigare gli effetti della siccità attraverso attività di cooperazione internazionale e accordi di partenariato nei paesi più colpiti, in particolare in Africa. Le strategie sono miglioramento della produttività del suolo e gestione sostenibile del territorio e dell'acqua. Il target per i prossimi 25 anni è il raggiungimento della neutralità del degrado del territorio (Ldn), cioè far sì che le perdite di terreno fertile siano controbilanciate da miglioramenti in altre aree degradate.

L'Italia ha ratificato la sua adesione alla UNCCD nel 1997, sia in veste di paese donatore sia come paese colpito dalla desertificazione. Il Comitato Nazionale di Lotta alla Siccità ed alla Desertificazione (CNLSD) è stato istituito nel 1997 dal Ministero dell'Ambiente con il compito di coordinare l'attuazione della Convenzione in Italia. Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) nel 1999 ha adottato il Programma di azione nazionale per la lotta alla siccità e alla desertificazione.

Centinaio,investiti oltre 900 mln
"Nell'ultimo anno abbiamo investito oltre 900 milioni per riammodernare il settore irriguo e per fronteggiare concretamente i problemi di siccità e carenza idrica che danneggiano il nostro settore agricolo e la competitività del Made in Italy agroalimentare" . Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio su Twitter in occasione della giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Coldiretti, a rischio 1/5 Italia
La siccità attanaglia l'Italia. Un quinto del territorio italiano è a rischio desertificazione a causa dei cambiamenti climatici, ma anche del progressivo consumo di suolo e della mancata valorizzazione dell'attività agricola nelle aree più difficili. A tutto questo si aggiunge la drammatica diminuzione delle piogge: ben 1/4 in meno solo nei primi 4 mesi dell'anno. E' l'allarme lanciato da Coldiretti in occasione della giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Secondo il Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici "entro fine secolo in Italia la temperatura potrà aumentare tra 3 e i 6 gradi" con un'estremizzazione del nostro clima accompagnata da precipitazioni violente alternate a periodi di aridità. "Una evoluzione che - sottolinea la Coldiretti - si è manifestata in tutta la sua drammaticità già quest'anno con il primo quadrimestre dell'anno segnato da una grave siccità con circa 1/4 di pioggia in meno al quale ha fatto seguito un mese di maggio straordinariamente piovoso con grandine e temporali che hanno provocato pesanti danni alle coltivazioni".
La siccità - precisa la Coldiretti - è diventata l'evento avverso più rilevante per l'agricoltura con i fenomeni estremi che hanno provocato in Italia danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per un totale pari a più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio". "In un Paese comunque piovoso come l'Italia che per carenze infrastrutturali trattiene solo l'11% dell'acqua, occorre un cambio di passo nell'attività di prevenzione", dichiara il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che "bisogna evitare di dover costantemente rincorrere l'emergenza con interventi strutturali"

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Nuovi bus e abbonamenti gratis, piano Philip Morris a Bologna

Prima volta in Italia, azienda finanzia trasporto pubblico

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Due nuove linee miste bus-treno per raggiungere il posto di lavoro e abbonamenti per il trasporto pubblico forniti all'intero personale dipendente. Tutto a carico dell'azienda. È il progetto messo a punto a Bologna da Philip Morris, istituzioni, Trenitalia e Tper, l'azienda di trasporto pubblico. Si tratta del primo caso del genere in Italia: "La realizzazione di questo piano di mobilità integrata sottolinea l'importanza strategica che riveste per noi la sostenibilità ambientale e conferma il nostro impegno per aumentare il benessere delle nostre persone", ha sottolineato l'ad di Philip Morris Bologna, Oleksiy Lomeyko.

Nel dettaglio, sono due le nuove linee di trasporto pubblico introdotte. La prima prevede treni ogni giorno da Bologna Centrale alla stazione di via Lunga a Valsamoggia, dove il bus 676 porterà allo stabilimento, distante pochi chilometri. La seconda va da Bologna Centrale ad Anzola, dove il tragitto verso l'azienda sarà coperto dalla linea 677. In entrambi i casi, per la prima corsa alle 5 del mattino, è stata prevista un linea di bus direttamente dalla stazione di Bologna. La distribuzione dell'abbonamento gratuito riguarderà oltre duemila persone e l'obiettivo è più ambizioso: nei prossimi mesi si studierà la possibilità di coinvolgere nel progetto anche le altre aziende che si trovano nella stessa area industriale di Philip Morris.

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Maturità 2019, la dieta degli esami: più frutta e meno caffè

Coldiretti, no alle patatine ma un dolcetto ci sta

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Chiudi La dieta degli esami, più frutta e meno caffè (fonte: Pxhere) (ANSA) La dieta degli esami, più frutta e meno caffè (fonte: Pxhere)

ROMA - No al caffè, sì alla frutta ma anche a pasta, formaggi, lattuga, aglio e cipolla. E' lista di alcuni alimenti 'promossi e bocciati' stilata dalla Coldiretti, in vista delle prove di maturità.

L'errore più frequente degli studenti, infatti, è bere tanto caffè che provoca eccitazione, ansia e insonnia. La frutta, invece, aiuta a rilassarsi come anche pane, pasta o riso, lattuga, radicchio, cipolla, formaggi freschi, yogurt, uova bollite, latte caldo e infusi al miele; tutti alimenti che favoriscono il sonno e inducono l'organismo a rilassarsi per affrontare con energia e concentrazione la sfida scolastica.

Da mettere al bando, secondo la Coldiretti, sono anche patatine in sacchetto, salatini e cioccolata, spesso presenti tra le scorte di emergenza delle ansiose vigilie. No poi al digiuno come anche agli eccessi alimentari, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti. Tra i condimenti out sono da evitare cibi con sodio in eccesso per cui vanno banditi curry, pepe, paprika e sale in abbondanza. Anche gli alimenti in scatola per l'eccesso di sodio e di conservanti sono da tenere lontani.

I cibi che aiutano a rilassarsi, spiega la Coldiretti, hanno il triptofano che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere, che aumenta con il consumo di alimenti con zuccheri semplici, come la frutta dolce di stagione. Ottimo la per cena è consumare quindi legumi, uova bollite, carne, pesce e formaggi freschi.

Tra le verdure, ricorda ancora la Coldiretti, promosse lattuga, cipolla e aglio, dalle proprietà sedative. Bene anche un bicchiere di latte caldo prima di andare a letto che favorisce una buona dormita per via di sostanze presenti anche in formaggi freschi e yogurt, in grado di attenuare insonnia e nervosismo. Infine, conclude la Coldiretti, ci sta anche un buon dolcetto di incoraggiamento ricco di carboidrati semplici con una positiva azione antistress.

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Non trova portafogli, guida 6km contromano

Sull'autostrada A21, ritirata patente ad automobilista bulgaro

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Sei chilometri di autostrada contromano, sulla A21, per tornare all'area di servizio dove pensava di avere dimenticato il portafogli. Poteva causare una strage la manovra spericolata di un automobilista bulgaro di 46 anni. La polizia stradale della sottosezione di Alessandria Ovest, che lo ha intercettato e fermato, gli ha ritirato la patente e ha fermato per tre mesi l'auto.
    L'uomo viaggiava su una Renault Scenic, con a bordo le figlie di 20 e 25 anni. All'altezza di Voghera (Pavia), ha fatto dietrofront, incurante dei gravi rischi che l'inversione poteva far correre a lui e alle sue figlie e agli altri automobilisti.
    La segnalazione del centro operativo della Polstrada è stata immediata, così come l'attivazione di una safety car.
    Lampeggianti e sirene spiegate una pattuglia, che si trovava nei pressi dell'area di servizio di Tortona, ha bloccato l'auto prima che il gesto si tramutasse in tragedia. Il portafogli che l'automobilista pensava di avere dimenticato era nell'abitacolo dell'auto.
   

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